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La guerra del Peloponneso

Fra Atene e Sparta esistono differenze di fondo di carattere politico, economico, sociale e culturale che rendono inevitabile un conflitto. Le cause remote sono da individuare nelle differenti concezioni delle due città, invece le cause immediate sono da ricercare nell’intervento di Atene nelle controversie sorte fra alcune città. La prima fase del conflitto, detta archidamica ( durante questa fase una sfortunata serie di circostanze concomitanti scatenò in Atene una spaventosa epidemia, probabilmente si trattò di tifo esantematico o di peste polmonare ) dura 10 anni e si conclude nel 421 con la pace di Nicia che sarebbe dovuta durare 50 anni. Contrariamente a quanto stabilito, la pace di Nicia durerà invece pochissimo e riprendono subito le ostilità e gli scontri fra le due città. La spedizione in Sicilia segna un’ulteriore fase di scontro. Voluta da Alcibiade, terminerà con la disastrosa disfatta ateniese. Sparta alleatasi con la Persia, riesce a sconfiggere la potenza ateniese,ponendo fine al conflitto nel 404 a. C. Atene esce ridimensionata nella sua potenza e nelle sue ambizioni. Il suo posto, a guida dell’Ellade sarà preso da Sparta e poi da Tebe, ma nessuna di queste due sarà in grado di tenerlo a lungo.Il trascorrere del tempo metterà ben presto in luce il vuoto di potere lasciato dalla caduta dell'egemonia ateniese.

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