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Il grande commercio via mare

Con le loro navi i Fenici trasportavano i pregiati tronchi di cedro, l’albero che costituiva l’unica ricchezza della loro terra. Altro prodotto fenicio che veniva commerciato con tutti i popoli mediterranei del tempo era la porpora, una sostanza rossa usata per colorare le stoffe, ricavata da un particolare mollusco marino, il murice. Le navi fenicie caricavano anche lingotti (barre di metallo) di stagno, che provenivano dalle miniere della lontana Britannia (Inghilterra), e lingotti di rame, presi dalle miniere della più vicina isola di Cipro. La città di Biblo era il centro di raccolta e di smistamento in tutto il Mediterraneo dei rotoli di papiro egizi, che erano il materiale su cui si scriveva a quel tempo. Le navi di questo grande popolo marinaro trasportavano anche piccoli oggetti di un nuovo materiale da loro casualmente scoperto: il vetro. I Fenici furono dunque i primi grandi commercianti via mare. Ecco come ne parla un brano della Bibbia. “Oh! Tiro, le tue navi capienti e veloci solcano le acque con le tue mercanzie, commerciando con i popoli lontani! La tua fama e la tua ricchezza sono sui mari!”. Oggi conosciamo la tecnica navale dei Fenici e le merci trasportate dalle loro navi grazie allo sviluppo che ha avuto in questi ultimi anni l’archeologia subacquea. Sono state recuperate ancore, parte degli scafi e tante anfore che facevano parte del carico di antiche navi affondate. Ma molto resta da recuperare: i fondali del Mar Mediterraneo sono per noi un… “grande museo” ancora da scoprire! Scalo commerciale: luogo attrezzato per l’arrivo e la partenza di merci e passeggeri. Un’anfora, il “container” dell’antichità. Tecniche di navigazione: le navi da carico dei popoli del mare avevano una stiva fornita di fori tondi per infilarvi le anfore (contenitori fatti di robusta terracotta).
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