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Fondachi


Le Repubbliche marinare scambiavano merci in gran parte provenienti dall’India e dalla Cina, che gli europei chiamavano “lontano Oriente”. Le loro navi trasportavano stoffe di seta, perle, profumi e soprattutto le preziose spezie (pepe, noce moscata, zafferano), che in Europa erano merci rare e servivano a insaporire e conservare i cibi e a preparare medicinali. Acquistavano questi prodotti dai commercianti arabi che li avevano portati dal luogo di origine alle coste meridionali del Mediterraneo, poi li ammassavano nei loro magazzini, detti fondachi. Da qui li trasportavano nei mercati delle loro rispettive città, dove erano acquistati dai ricchi di tutta l’Europa. In ogni fondaco c’erano cantieri per riparare le navi e vi si svolgeva un’intesa attività bancaria per agevolare il commercio. Molti Pisani, Genovesi e Veneziani si stabilivano nei quartieri abitativi eretti intorni ai rispettivi fondachi. Ogni nave era armata: da quel tempo è rimasto l’uso della parola “armatore” per indicare il costruttore r proprietario di una nave. Le nostre Repubbliche marinare non si limitarono al trasporto e al traffico delle merci, ma permisero anche con la loro attività lo scambio di conoscenze, di usanze e di tecnologie tra l’Europa del tempo e i popoli del lontano Oriente. Veduta fantastica di Venezia in una miniatura del tempo che esalta la magnificenza della “regina dei mari”. Gli stemmi delle Repubbliche marinare: Pisa, Genova, Amalfi e Venezia.
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