pexolo di pexolo
Ominide 10532 punti

Podestà tribunizia


Augusto camuffa i propri poteri con un’opera di propaganda, non è affatto vero che i poteri ricevuti non lo resero superiore agli altri magistrati in potestas e qui sta il nodo del cambiamento istituzionale profondo operato da Augusto senza farlo vedere: nel 23 a.C. si fece dare la potestà tribunizia (o meglio, già aveva avuto le prerogative dei tribuni, come suo padre Cesare, inviolabilità e diritto di veto), ovvero la potestas tribunicia (ricopriva la carica di tribuno della plebe, poiché di ordine equestre e non patrizio) e l’imperium pro-consolare, che dava diritto al governo di una provincia, ma il suo imperium non dava il governo di una sola provincia, perché fu definito maius et infinitum (su tutte le provinciae dell’Impero, dunque eccezionale, simile a quello che Pompeo aveva ricevuto con la lex Gabinia e lex Manilia), che di fatto gli conferiva un potere maggiore rispetto a quello di tutti gli altri pro-consoli e rivestibile a Roma (senza dover andare in una specifica provincia); già solo per il modo in cui due magistrature tradizionali furono manipolate e cambiate nella loro essenza, Augusto aveva stravolto la Repubblica. Un altro motivo, dovuto alla soluzione che Augusto diede al proprio profilo istituzionale nel 23 a.C., dimostra che le sue parole nelle Res Gestae (“non fui superiore a nessuno per potestas”) sono false e che invece un potere eccezionale e nuovo nella sua fisionomia fu quello assunto da Augusto, che determinò il passaggio dalla Repubblica al Principato; l’assunzione di questi due poteri stravolge la Repubblica perché in un regime repubblicano tradizionale nessuno poteva assumere due magistrature contemporaneamente, mentre se ne poteva al massimo assumere una ogni due anni, mentre Silla aveva scandito il cursus honorum, Augusto assunse due magistrature di cui una sine imperio (la potestas tribunicia) ed una cum imperio (il pro-consolato maius et infinitum): attraverso Principato, come poi Tacito si accorgerà dopo due secoli e lo scriverà nel Prologo agli Annales, Augusto era riuscito a fregare tutti, in primis l’oligarchia senatoria, l’aristocrazia di Roma (che per prima paradossalmente stava conferendogli tutti gli onori). Infatti, ci vollero due secoli per capire il grande cambiamento che Augusto aveva dato alla Repubblica, apparentemente senza operare nessun cambiamento (si riteneva superiore a tutti in auctoritas, ma identico a tutti in potestas).
Hai bisogno di aiuto in Storia Antica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
I Licei Scientifici migliori d'Italia secondo Eduscopio 2017