Ecateo di Mileto - Il fondatore degli studi storici


La tradizione del pensiero laico che abbiamo visto emergere a Mileto viene più tardi accolta da Ecateo. Fin dall’inizio, gli storici greci seguirono certi principi fondamentali. Il primo era che non si poteva credere alle leggende.

Ecateo di Mileto può davvero essere considerato il fondatore degli studi storici; infatti nelle prime parole delle Genealogie afferma: “Ciò che scrivo qui è l’esposizione di ciò che io ritengo vero. Infatti, le storie dei Greci sono numerose e, secondo me, ridicole.”
Questa sua affermazione è molto importante perché Ecateo per la prima volta non utilizza l’espressione “Così parla Dario” utilizzata per indicare attraverso la parola del re quella che era la verità, ma scrive ciò che lui ritiene vero. Nelle Genealogie, divise in 4 libri, Ecateo mette in discussione i miti dei greci in quanto non possono essere considerati pienamente veri. Ecateo non nega la presenza degli dei, ma nutre un sentimento critico con cui cerca di dare ai miti una spiegazione scientifica.

Questo approccio critico che utilizza viene poi sviluppato da Erodoto e Tucidide e tutto ciò che noi conosciamo su Ecateo l’abbiamo grazie ai racconti di Erodoto.
“Egli (Aristagora), allora si consigliò con i suoi compagni, rivelando il suo pensiero e gli ordini venuti da Istieo. Tutti gli altri diedero parere nello stesso senso, invitando alla rivolta; invece il logografo Ecateo dapprima sconsigliò di intraprendere una guerra, contro il re dei Persiani, enumerando tutti i popoli su cui Dario dominava e la sua potenza. Ma, poiché non riusciva a persuaderli, in secondo luogo consigliò di fare in modo di essere i padroni del mare” Erodoto V, 36.

Con questi versi Erodoto ci racconta del ruolo di Ecateo nella rivolta antipersiana sostenuta da Aristagora. Ecateo sconsiglia la guerra mostrandogli, con l’aiuto di una mappa da lui incisa su una tavoletta di bronzo, tutti i territori, con le ricchezze che contenevano, già conquistati dai Persiani. Aristagora però non dà ascolto ad Ecateo e va con la mappa a chiedere il sostegno di Sparta a Cleomene, anche lui mostrando i territori e le ricchezze che potrebbero conquistare.
Qui per la prima volta si evince nel mondo greco che le esperienze di viaggio e le riflessioni del primo geografo e antropologo del mondo antico sono importanti per individuare strategie politiche (Ecateo enumera i popoli su cui Dario regna)

Questa mappa andrà poi a comporre la Periegesi, due libri con la descrizione in uno dell’Europa e nell’altro dell’Asia; di cui ci sono giunti solo alcuni pezzi frammentati. Ecateo pensava dunque a una bipartizione delle terre emerse, ritenendo le coste dell’Africa come facenti parte dell’Asia. La fonte che poi ci parlerà della Lybia, intesa come Africa, distaccata dall’Asia è il poeta Pindaro. Ecateo realizza la mappa basandosi sulle conoscenze acquisite durante i suoi viaggi e i racconti dei navigatori ionici, e con lo scopo di fornire informazioni utili all’attualità economica e politica. Nella mappa oltre a descrivere il territorio dal punto di vista geografico con tutti i mari, fiumi e rilievi, Ecateo mostra le culture e le tradizioni di ogni popolo nei vari posti della Terra: dagli abiti alle religioni alle lingue.

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