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La dinastia Giulio-Claudia


Problema della successione di Augusto


Inizialmente il Senato non era d’accordo che il potere passasse ad un erede di Augusto perché questo non era permesso dalle leggi repubblicane che l’imperatore Augusto aveva sempre rispettato. D’altra l’impero romano era diventato molto esteso ed occorreva una sola persona a capo dello Stato.
Alla fine, il Senato, con l’appoggio degli eserciti, decise che Augusto avrebbe dovuto nominare un suo successore. Augusto individuò il suo successore in Tiberio, appartenente alla famiglia Claudia, suo genero perché aveva sposato la figlia di Augusto Giulia.

Tiberio (14 – 37)


In politica interna fu molto rispettoso e prudente nei confronti del Senato. Come Augusto assunse
1) la tribunicia potestas (potere dei tribuni della plebe di convocare i comizi, di proporre leggi o di bloccarle col diritto di veto)
2) l’imperium consulare (riconoscimento della superiorità dell’imperatore su tutti i senatori)
3) In politica estera si occupò di combattere i Germani
Alcuni anni dopo la nomina ad imperatore si ritirò sull’isola di Capri e lasciò ia sua guardia pretoriana Seiano, ad occuparsi dello Stato. Più tardi, accorgendosi che Seiano diventava troppo potente, Tiberio rientrò a Roma e lo condannò a morte. Sembra che Tiberio abbia ucciso anche il nipote Germanico

Caligola (37 – 41)


Il nome deriva da un tipo di calzatura che era solito portare
Era figlio di Germanico. Inizialmente sembrava che la scelta di affidare al figlio di Germanico l’incarico di imperatore fosse una buona scelta; in realtà fu una scelta sbagliata. Infatti:
1) Non cercò l’appoggio del Senato
2) Non cercò che le diverse classi sociali vivessero in pace
Egli obbligò i Senatori ed il popolo a considerarlo come una divinità. Inoltre per attirarsi la simpatia della plebe organizzava spesso dei giochi nei circhi per i quali spendeva molto.
Morì 4 anni dopo, ucciso da un gruppo di pretoriani (questo fatto è importante perché dimostra il potere che avevano a Roma i militari.

Claudio (41 – 54)


Per attirarsi la simpatia dei militari, regalò a ciascuno 15.000 (una somma molto alta)
Politica interna:
1) Per organizzare meglio lo Stato affidò ad un gruppo di ministri diversi incarichi
2) Concesse la cittadinanza romana anche a coloro che abitavano nelle regioni più lontane
Queste due decisione provocarono scontento perché alcuni ministri erano inizialmente dei liberti (ex schiavi liberati dal padrone) ed inoltre i cittadini romani di vecchia data non vedevano di buon occhio che un abitante delle regioni diventasse cittadino romano e che avesse così la possibilità di diventare senatore
Politica estera:
1) Occupazione della Britannia (attuale Inghilterra)
2) Occupazione della Tracia (odierna Bulgaria)
3) Occupazione della Mauritania (odierna Algeria)
Claudio fece costruire anche il porto di Ostia, utile per gli scambi commerciali soprattutto per le merci che provenivano dalle colonie
Morì assassinato da Agrippina, madre del futuro imperatore Nerone

Nerone (54 – 68)


Inizialmente, Nerone fu ben accolto dal Senato perché aveva come precettore il senatore e filosofo Seneca, una persona molto stimata. Si pensava, infatti, che Nerone fosse un imperatore moderato, ma non fu così.
Innanzitutto, non cercò l’appoggio dei Senatori, ma quello dei ricchi mercanti, istituì giochi, gare, giochi sportivi che i conservatori non gradivano molto.
Attuò una riforma monetaria che aumentava il valore dell’argento rispetto a quello dell’oro. Questo penalizzò i Senatori che possedevano molto oro e favorì invece i mercanti che possedevano molto argento.
Durante il suo regno, scoppiò un grande incendio che distrusse molti quartieri popolari e Nerone ne approfittò per costruire sulle rovine un palazzo ricchissimo la Domus Aurea.
Il popolo pensava che il responsabile dell’incendio fosse proprio Nerone e Nerone, per difendersi, incolpò i cristiani presenti a Roma. Veramente a Roma esistevano tante comunità religiose, ma Nerone voleva eliminare quella cristiana perché era l’unica che non riconosceva l’origine divina dell’Imperatore e inoltre facevano dei riti che erano incomprensibili.
Ci fu un tentativo di eliminare Nerone (congiura dei Pisoni) ma fallì e tutti coloro che vi parteciparono, anche se soltanto sospettati furono uccisi o costretti a suicidarsi (fra questi anche Seneca, il precettore dello stesso Nerone).
Il senato dichiarò Nerone nemico pubblico e Nerone preferì suicidarsi.
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