La codificazione del diritto romano: il Corpus iuris civilis

Giustiniano aveva nominato due commissioni di esperti giuristi, guidati da Treboniano che tra il 528 e il 534 raccolsero l'insieme di testi giuridici noto come Corpus iuris civilis ("Raccolta del diritto civile"). L'intento dell'imperatore era di riordinare il confuso sistema di norme, in cui costituzioni, pareri e decisioni imperiali, tutti aventi valore di legge, erano confluiti nei secoli insieme con le opinioni dei giuristi, alcune decisamente superate. Giustiniano perciò decise di procedere a una raccolta di tutte le costituzioni imperiali e di tutti i pareri dei giuristi che dovevano essere considerati ancora in vigore, dichiarando abrogate le costituzioni imperiali e i testi non compreso nel nuovo Corpus. Nonostante la sua natura composita, il Corpus si presentava come un progetto fortemente unitaria, perché concepito direttamente da Giustiniano: esso era costituito da quattro parti.

- il Codice (Codex) era la raccolta pubblicata nel 528 contenente le leggi emesse dai predecessori di Giustiniano ancora in vigore, raggruppate per titoli (argomenti) e disposti cronologicamente. La commissione eliminò dal Codex le leggi imperiali più antiche, anacronistiche rispetto al diritto contemporaneo, dove possibile, le adattò alla nuova situazione.
- il Digesto (iura seu pandette seu digestum) era la parte in cui furono racconti e pubblicati nel 530, riuniti per soggetto (matrimoni, contratti, proprietà ecc.), i frammenti delle opere dei giuristi dell'antichità, ritenuti attuali o adattabili alla condizione coeva e al diritto vigente. In pratica si tratta di un'antologia, una grande sintesi della giurisprudenza dei primi tre secoli dell'impero. Il grande patrimonio della giurisprudenza romana fu adottato in modo da ricavarne solo i brani utili alla comprensione delle leggi del Codex (cioè di quelle in vigore).
- le Istituzioni (Institutiones) erano un libro di testo pubblicato nel 533 contenente le nozioni fondamentali di diritto privato, in altre parole un manuale giuridico, a uso dei giuristi e degli avvocati in cui furono esposti i fondamenti del diritto romano; esso divenne il testo di studio più usato del Medioevo.
- le Novelle (Novellae constitutiones, ovvero Nuove costituzioni) erano la raccolta delle costituzioni emanate da Giustiniano dopo la redazione del Codex ovvero dopo il 534. E' notevolissima l'importanza del codice giustinianeo per la storia del diritto Occidentale. A partire dall'IX secolo, infatti, il diritto ricominciò a essere studiato e applicato in Europa, i principi giuridici da applicare ai diversi casi concreti furono ricavati proprio dall'opera di Treboniano. Attraverso i secoli alcuni di questi principi furono alla base della legislazione dei moderni Stati europei tra cui la Francia del Codice civile napoleonico (emanato nel 1804) e l'Italia del nostro attuale Codice civile.

Hai bisogno di aiuto in Storia Antica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email