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La civiltà del Fiume Giallo

Secondo alcune leggende ,la storia della Cina iniziò con tre sovrani di origine divina che insegnarono agli uomini la caccia, la pesca e l’allevamento. A questi sovrani seguirono 5 “santi imperatori”: per i Cinesi questo periodo fu una sorta di “ età dell’oro”. Alla morte dell’ultimo santo imperatore, seguirono tre dinastie ereditarie: gli Hsia, i Shang e i Chou. Quanto alla dinastia Hsia, non vi sono dati certi.

Il primo stato governato dalla dinastia Shang era situato nel bacino del Fiume Giallo. Il fiume condizionava la vita dell’intera regione con le sue imprevedibili e devastanti inondazioni. La classe dominate dello Stato era costituita da una ristretta aristocrazia ereditaria che esercitava un’azione di oppressione e di sfruttamento economico sui cittadini. I prodotti agricoli più diffusi erano : il miglio, canapa e le abitazioni erano capanne di legno e fango. Gli shang lavoravano il bronzo. Tra le scoperte più significative vanno ricordate le prime testimonianze della scrittura cinese.

La dinastia shang dominò le pianure orientali del Fiume Giallo, fino a quando le tribù guerriere dei chou non li sconfissero. Il regno Chou però si indebolì molto presto; infatti, alcune popolazioni occuparono gran parte del territorio e costrinsero i Chou a trasferirsi più a Oriente. Questo spostamento segnò il passaggio dalla prima fase detta “ dei Chou occidentali” alla seconda fase, quella “ dei Chou orientali”. L’affermazione del Regno dei Chou coincise con profondi cambiamenti sociali: il potere del re, era religioso ecc.. In seguito, fu istaurato un sistema di tipo feudale. I numerosi stati feudali, aumentarono gradualmente la loro autonomia. Ogni centro agricolo era organizzato in maniera autonoma e acquistò maggiore importanza la famiglia patriarcale. La indipendenza dei contadini stimolò l’invenzione di nuove tecniche di lavoro. La rotazione biennale delle colture favorì lo sfruttamento intensivo dei campi.

Durante la fase dei Chou orientali, si succedettero egemonie di Stai diversi. Alla fine di questo periodo visse Confucio, che fu il maggior pensatore cinese dell’epoca antica. Confucio apparteneva all’aristocrazia decaduta. Alla base del suo pensiero non vi furono nuovi valori, ma più semplicemente quelli della tradizione. Uniformarsi agli antichi valori significava rispettare l’ordine costituito e le gerarchie sociali tradizionali. Non meno importanti erano i consigli rivolti ai potenti, ai quali spettava il compito di mettere la sapienza al servizio della giustizia e della pubblica virtù. L’esperienza politica di Confucio si rivelò ben presto fallimentare. Confucio andò in esilio dove morì nel 479 a.C. venendo persino venerato come un dio.

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