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A Chandragupta successe il figlio Bindusara. Intorno al 268 a.C. divenne re il principe Ashoka, detto “l’Amato dagli dei”. Ashoka è anche il sovrano dei Matura. Dopo aver conquistato il Regno di Ralinga, nel 261 a.C. Ashoka si convertì al buddismo. Nelle regioni di frontiera il re dettò 4 grandi editti rupestri nei quelli diceva ai suoi sudditi di astenersi dalla carne. La parte centrale dell’Imperatore era sotto la diretta amministrazione del re; le altre province erano governate dai principi.
Nel 257 a.C. Ashoka inviò alcuni ambasciatori nei paesi occidentali. Con il suo successore, il nipote Dasaratha, ebbe inizio il periodo di decadimento. L’ultimo sovrano dei Maurya, Brihadratha, fu assassinato; il generalo che lo aveva ucciso, diede vita alla dinastia Shunga, che cercò di restaurare il predominio di Ashoka. La dinastia successiva, i Kanva, vide il declino della regione dei Mahadha: il centro politico dell’india si spostò di nuovo verso le regioni nord-occidentali. Il periodo di disordini che seguì alla caduta dei Maurya durò 5 secoli, e terminò con la salita al trono del primo re della dinastia dei Gupta.

Le caste indiane erano alcune decine tuttavia le principali erano 4: due caste superiori e 2 inferiori. Alle 2 caste superiori spettava la gestione del potere religioso e di quello politico. Le 2 caste inferiori comprendevano gli agricoltori e i servi. L’autorità suprema era rappresentata da un re.

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