Babilonia: la fondazione del diritto


Nel corso delle guerre che, nei primi secoli del II millennio a.C., interessarono l'area mesopotamica, una città-stato riuscì a rafforzare la propria influenza sulle altre: Babilonia. I Babilonesi, culturalmente eredi degli antichi Sumeri, ripresero il progetto universale abbozzati dagli Accadi tre secoli prima, la Schutte esperienza di dominio era stata troppo breve per consentire in organico sviluppo a un' entità starle si grande estensione territoriale.
La realizzazione di quest'opera ambiziosa fu assolta dal re Hammurabi a partire dal 1792 a.C. e fino alla sua morte nel 1750 a.C. Sotto il suo regno l'impero babilonese si estese dall'Assiria, a nord-est, fino al Golfo Persico a sud; esso era ripartito in province, amministrate da un governatore, che rispondeva del proprio operato direttamente sovrano. A sua volta, ogni governatore era coadiuvato nell'attività amministrativa da un prefetto e si avvaleva di un corpo di polizia cittadina.

La solidità del potere del sovrano si fondava sull'equilibrio nell'amministrare la giustizia, sulla saggezza e sulla garanzia dell'applicazione della legge. Questo, insieme alla guida dell'esercito in battaglia, accresceva ampiamente, agli occhi dei sudditi, il suo prestito rispetto alla casta dei sacerdoti.

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