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I Babilonesi


I Babilonesi vivevano nelle regioni meridionali. La loro splendida capitale era Babilonia, di forma quadrata, cinta da due muraglie: una esterna (lunga 18 chilometri) ed una più interna, entro la quale si aprivano varie porte. Nella parte nord-est della città sorgevano i giardini pendili, situati su terrazzi di varia altezza, sostenuti da grossi pilastri e da archi imponenti. Erano essi un’opera del re Nabucodonosor, che aveva voluto in questo modo ricordare alla sua sposa, di origine persiana, le selve del suo altipiano. L’organizzazione politica: Il Re non era ritenuto, come in Egitto, un dio; si credeva, tuttavia, che fosse investito dalla divinità di tutti i poteri. Gli scultori lo raffiguravano nei loro bassorilievi in mezzo ai dignitari, molto più alto di tutti, col capo coperto dalla tiara, col volto maestoso, adorno di gioielli, quasi simile ad un idolo. I cortigiani, i funzionari e i sacerdoti godevano di grandi privilegi. Il popolo era diviso in due classi: gli uomini liberi e gli schiavi. Questi ultimi attendevano al lavoro dei campi: erano trattati come animali, comprati e venduti: il prezzo medio di uno schiavo non era, di solito, più alto di quello di un asino. Un marchio fatto col ferro rovente segnava sulle loro carni la condizione servile. La vita economica: l’attività economica era, tra il Tigri e l’Eufrate, particolarmente intensa. Il monarca promulgava leggi relative alla costruzione e alla manutenzione delle dighe e dei canali di irrigazione, senza i quali l’agricoltura sarebbe stata impossibile. I Babilonesi coltivavano frumento, miglio, orzo. Le palme, diffuse in tutto il territorio, offrivano datteri in abbondanza. Gli artigiani lavoravano i metalli, l’ebano e l’oro. Le carovane babilonesi intraprendevano viaggi anche lunghissimi e procedevano a un largo scambio di prodotti.
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