Concetti Chiave
- Babilonia, capitale dei Babilonesi, era una città fortificata con due muraglie e i celebri giardini pensili, simbolo di bellezza e ingegneria dell'epoca.
- Il re babilonese era visto come un’autorità investita di poteri divini, ma non era considerato un dio, distinguendosi così dalle pratiche egizie.
- La società babilonese era divisa in due classi principali: uomini liberi e schiavi, con i primi che godevano di privilegi rispetto ai secondi, trattati come proprietà.
- L'economia tra il Tigri e l'Eufrate era fiorente, con una forte attenzione all'agricoltura e alla manutenzione delle infrastrutture idriche, essenziali per la coltivazione.
- Gli artigiani babilonesi erano esperti nel lavorare metalli e legni pregiati, mentre le carovane commerciali facilitavano il commercio su lunghe distanze.
La città di Babilonia
I Babilonesi vivevano nelle regioni meridionali. La loro splendida capitale era Babilonia, di forma quadrata, cinta da due muraglie: una esterna (lunga 18 chilometri) ed una più interna, entro la quale si aprivano varie porte. Nella parte nord-est della città sorgevano i giardini pendili, situati su terrazzi di varia altezza, sostenuti da grossi pilastri e da archi imponenti. Erano essi un’opera del re Nabucodonosor, che aveva voluto in questo modo ricordare alla sua sposa, di origine persiana, le selve del suo altipiano.
Organizzazione politica babilonese
L’organizzazione politica: Il Re non era ritenuto, come in Egitto, un dio; si credeva, tuttavia, che fosse investito dalla divinità di tutti i poteri. Gli scultori lo raffiguravano nei loro bassorilievi in mezzo ai dignitari, molto più alto di tutti, col capo coperto dalla tiara, col volto maestoso, adorno di gioielli, quasi simile ad un idolo. I cortigiani, i funzionari e i sacerdoti godevano di grandi privilegi. Il popolo era diviso in due classi: gli uomini liberi e gli schiavi. Questi ultimi attendevano al lavoro dei campi: erano trattati come animali, comprati e venduti: il prezzo medio di uno schiavo non era, di solito, più alto di quello di un asino. Un marchio fatto col ferro rovente segnava sulle loro carni la condizione servile.
Vita economica tra Tigri ed Eufrate
La vita economica: l’attività economica era, tra il Tigri e l’Eufrate, particolarmente intensa. Il monarca promulgava leggi relative alla costruzione e alla manutenzione delle dighe e dei canali di irrigazione, senza i quali l’agricoltura sarebbe stata impossibile. I Babilonesi coltivavano frumento, miglio, orzo. Le palme, diffuse in tutto il territorio, offrivano datteri in abbondanza. Gli artigiani lavoravano i metalli, l’ebano e l’oro. Le carovane babilonesi intraprendevano viaggi anche lunghissimi e procedevano a un largo scambio di prodotti.
Domande da interrogazione
- Quali erano le caratteristiche principali della città di Babilonia?
- Qual era la struttura politica della società babilonese?
- Come si sviluppava l'economia tra il Tigri e l'Eufrate?
Babilonia, la capitale dei Babilonesi, era una città quadrata circondata da due muraglie, una esterna di 18 chilometri e una interna con diverse porte. Nella parte nord-est si trovavano i giardini pensili, un'opera del re Nabucodonosor, progettati per ricordare alla sua sposa le selve del suo altipiano.
A differenza dell'Egitto, il re babilonese non era considerato un dio, ma si credeva fosse investito dalla divinità di tutti i poteri. La società era divisa in due classi principali: uomini liberi e schiavi, questi ultimi trattati in modo disumano e segnati da un marchio sul corpo.
L'economia babilonese era molto attiva, con leggi monarchiche che regolavano la costruzione di dighe e canali per l'irrigazione. I Babilonesi coltivavano cereali e datteri, mentre gli artigiani lavoravano metalli e altri materiali. Le carovane partecipavano a scambi commerciali su lunghe distanze.