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Babilonesi e Assiri

I Babilonesi e gli Assiri vissero lungo i fiumi Tigri ed Eufrate, in un paese situato tra il Mediterraneo e l’Oriente, aperto quindi all’influenza di varie civiltà, luogo d’incontro di popoli diversi e spesso, purtroppo, campo di battaglia. Nell’Ottocento e nel nostro secolo gli scavi archeologici hanno riportato alla luce avanzi imponenti delle opere e tracce della vita di quei popoli. Tra l’Arabia e la Persia si stende un’ampia pianura, che i Greci chiamavano Mesopotamia, cioè “paese tra i fiumi”. Essa è compresa, infatti, tra due grandi fiumi, il Tigri e l’Eufrate, che scendono dai monti lontani e, dopo un lungo corso, sfociano nel Golfo Persico. Nei tempi antichi una fitta rete di canali e di dighe permetteva la regolare irrigazione della campagna e la fertilissima terra offriva agli abitanti grano, orzo, ortaggi e frutta. La regione meridionale era detta Caldea; quella che, ad oriente del medio corso del Tigri, sale a poco a poco verso le montagne, era detta Assiria. Gli Assiri abitavano le regioni del Nord, lungo l’alto corso del Tigri. La loro organizzazione politico-sociale era simile a quella dei Babilonesi. Usavano anch’essi i caratteri cuneiformi; anch’essi hanno lasciato rovine di palazzi, statue e bassorilievi. Adoravano Assur, creatore del genere umano, e Ishtar, protettrice dei combattenti. Essi crearono un forte esercito e costituirono un grande Impero. Usavano, tra le varie armi, soprattutto l’arco. I guerrieri assiri erano feroci e spietati: devastavano i campi, decapitavano i cadaveri, torturavano e massacravano i prigionieri deportavano interi popoli, spogliavano i vinti di tutte le loro ricchezze. La capitale dell’Assiria era Ninive.
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