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Atene - Educazione scolastica

Nell’Atene antica, lo scopo dell’educazione dei giovani era formare cittadini educati nelle arti e addestrati a combattere.
Le ragazze non andavano a scuola, ma alcune imparavano a leggere e a scrivere a casa. Fino all’età di sette anni, i ragazzi imparavano dalla madre o da uno schiavo maschio.
Successivamente, fino ai quattordici anni, frequentavano una scuola: i libri erano molto costosi e rari, così i pochi disponibili erano erano letti ad alta voce e gli allievi dovevano imparali a memoria.
Anche l’ educazione musicale e l’educazione fisica avevano un ruolo importantissimo, perché conducevano all’armonia dell’anima e del corpo.

Su una tavoletta di legno coperta di cera, il maestro scriveva con uno stilo; lo scolaro poi copiava e imparava a memoria.
Insieme al flauto si imparava a suonare la cetra: questi strumenti erano usati anche per accompagnare le danze.

Un pedagogo o un filosofo, o comunque un insegnante più anziano sembra sorvegliare che le lezioni si svolgano correttamente.
La legge del più forte
Nel 415 a. C. una spedizione militare ateniese fu inviata contro Melo, una piccola isola che si manteneva neutrale. Atene pretendeva che Melo entrasse nella lega delio-attica, nonostante avesse vincoli di parentela etnica con Sparta. I meli invocavano il diritto, la giustizia, gli dèi; gli Ateniesi la legge del più forte come norma che indirizza la storia umana. Melo fu assediata ed espugnata; tutti i suoi abitanti maschi furono passati per le armi, mentre donne e bambini furono portati ad Atene e venduti come schiavi.

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