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Annibale Barca

Annibale Barca (il cui cognome deriva da "Barak" che in l'unico significava fulmineo, scattante) nacque nel 247 a.C.
Fu un uomo dotato di un grande coraggio, un coraggio tale che lo spinse a raggiungere Roma attraversando le Alpi, e di una grande prudenza. Anche se alla fine fu vinto, le sue imprese stupirono il mondo intero.
Una leggenda dice che Annibale aveva delle ottime doti da spia, riusciva a spiare il nemico travestendosi e quindi carpiva tutte le strategie che avrebbe usato il suo nemico in guerra.
La bravura di Annibale venne riconosciuta anche dai nemici, che si sentivano in dovere di lodare il grande condottiero.

Il padre Amilcare, sin da piccolo, lo aveva educato all'odio estremo verso Roma e al patriottismo. La penisola iberica era considerata da Annibale il mezzo utile per contrastare l'espansione romana; tuttavia ad egli non interessava tanto distruggere definitivamente Roma quanto l'indebolimento definitivo delle potenze romane, ed egli pensava che ciò sarebbe stato possibile solo se la guerra si fosse combattuta in Italia.

Per arrivare a Roma giungendo dalle Alpi, Annibale fece una lunga scarpinata che durò molto tempo, ma che causò anche perdite consistenti, infatti egli partì con 60.000 uomini e ne arrivarono solo 26.000.
Fermatosi in Gallia, egli piegò le resistenze galliche e ottenne così i rifornimenti necessari per affrontare i Romani.

Una caratteristica formidabile di Annibale era quella di riuscire sempre a mediare, a fare da ponte tra due universi quasi opposti. Egli infatti trovava sempre l'appoggio di qualcuno (come fece con i Galli ma anche con i Celti) senza trascurare la libertà alle quali i popoli con cui stringeva accordi avevano diritto.

I Romani non ebbero idea dell'esercito alla quale si sarebbero opposti, tutto sommato li sottovalutarono, ma fecero un grave errore. Infatti essi furono sconfitti in diverse battaglie nel Nord Italia.
I Romani non appena realizzarono le continue battaglie perse nominarono imperatore Fabio Massimo (soprannominato il Logoratore).
Fabio Massimo decise di affrontare Annibale a Canne, dove i Romani subirono una tragica sconfitta poiché tutti i soldati furono sterminati, e i Cartaginesi persero solamente poche migliaia di soldati!

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