Indice

  1. L'Impero degli Accadi e dei Babilonesi
  2. La Mesopotamia: il centro del commercio antico
  3. Gli indoeuropei e l'impero ittita
  4. L'impero assiro

L'Impero degli Accadi e dei Babilonesi

Le città sumere si scontrarono tra loro per molti secoli, finchè si indebolirono a favore degli Accadi, i quali fondarono nel 2300 a.C. il primo impero della storia.
Il fondatore di questo impero fu Sargon, il re legittimo che fu scelto dagli dei, poichè anche gli Accadi credevano che il potere del re derivasse direttamente dagli dei.
L’impero degli Accadi durò per circa due secoli, finchè verso il 2150 a.C. furono sconfitti da una popolazione nomade, i Gutei, che si stabilirono nel nord della Mesopotamia. Nel sud, invece, le città sumere riconquistarono la libertà ed ebbero fino al 2000 a.C. un periodo di grande splendore.
Verso il 2000 a.C. la Mesopotamia fu invasa da un altro popolo nomade, gli Amorrei, che sottomise i Sumeri. Assorbirono la civiltà dei Sumeri, garantendo per secoli una continuità culturale.
Il centro del nuovo impero era Babilonia, importante per il suo tempio dedicato al dio Marduk e che la Bibbia ricorda come la Torre di Babele.
Il primo grande sovrano babilonese fu Hammurabi, che in poco tempo riuscì a fare della sua città il centro di un impero che arrivava fino alla Siria.
Il regno di Hammurabi è celebre soprattutto per un codice di leggi, il codice di Hammurabi, cioè un elenco di leggi che dovevano essere rispettate in tutto l’impero, che ebbe anche una grande importanza politica perchè si fondava sul principio “un solo impero, una sola legge”, dunque lo stato era unito non solo dalla forza ma anche dalla legge.

La Mesopotamia: il centro del commercio antico

I centri urbani in Medioriente conobbero un grande sviluppo economico, soprattutto la Mesopotamia che si trovava al centro di una fitta rete commerciale: i commercianti si spostavano al nord verso il Mediterraneo e a est verso la regione indiana.
La città che seppe sfruttare meglio la sua posizione fu Ebla, fu il centro politico più importante della Siria fino al 1800 a.C. finchè venne distrutta dagli Ittiti nel 1600 a.C.
Nel 1975 gli archeologi trovarono oltre 17000 tavolette in cui si trattava anche del trattato tra la città di Ebla e la città di Abarsal: è il più antico trattato internazionale mai pervenuto e tratta di commercio fluviale o pene per i criminali.

Gli indoeuropei e l'impero ittita

Fin dal 1500 a.C. i mercanti e missionari europei che si recavano in India avevano scoperto il sanscrito, cioè la più antica lingua indiana conosciuta che somigliava al greco e al latino. Si pensa che questa somiglianza sia dovuta al fatto che alla fine del Neolitico esisteva una lingua da cui derivarono sia il sanscrito sia il greco e latino.
I popoli di lingua indoeuropea occuparono un’area tra l’India e l’Atlantico e lasciarono la loro traccia in diverse lingue, definite di “famiglia indoeuropea” (“indoeuropeo” non indica un popolo ma una famiglia linguistica).
I popoli mesopotamici parlavano lingue appartenenti ad un’altra famiglia linguistica, quella semitica.
L’indoeuropeo giunse in Mesopotamia con gli Ittiti. La storia degli Ittiti è legata a quella della Mesopotamia perchè conquistarono una parte di questa regione ma il centro del loro impero fu l’Anatolia, dove si insediarono intorno al 1900 a.C.
Gli Ittiti conquistarono l’area mediterranea grazie alla loro potenza militare, dovuta all’uso del cavallo per trainare i carri da guerra e la lavorazione del ferro per costruire armi.
Verso la metà del XVII secolo a.C. il sovrano ittita Hattusili I creò un impero ittita con capitale Hattusa. Tra il XVII e il XIII secolo avvenne la prima grande espansione verso ovest e verso sud; infine, nel 1595 a.C. gli Ittiti devastarono Babilonia e si scontrarono gli Egizi.
Il conflitto con gli Egizi si concluse nel 1285 a.C. con la battaglia di Qadesh, senza vincitori nè vinti. I due popoli stipularono un’alleanza che lasciava agli Ittiti la Siria e agli Egizi la Palestina e assicurò a tutta la regione un lungo periodo di pace.
La popolazione ittita era costituita prevalentemente da schiavi e da liberi che pagavano le tasse ed erano al servizio del sovrano, il quale non aveva il potere assoluto ma era limitato dall’aristocrazia, a cui erano affidate cariche politiche e militari; le leggi non erano severe.
Dal punto di vista artistico, gli Ittiti portarono per primi in Anatolia le statue, l’architettura, palazzi e templi. Appresero dagli Egizi la scrittura geroglifica, mentre dai Mesopotamici quella cuneiforme. Veneravano gli dei che proteggevano lo stato; il re non era considerato una divinità, come accadde per i popoli mesopotamici.
Nel 1210 a.C. salì al trono Suppiluliuma II, l’ultimo sovrano ittita. Intorno al 1200 a.C., infatti, la capitale Hattusa fu distrutta e l’impero ittita scomparve improvvisamente.
Non si conoscono le cause della scomparsa degli Ittiti: è però certo che intorno al 1200 a.C. nell’area mediorientale ci fu l’invasione dei popoli del mare, i Filistei.

L'impero assiro

Ad approfittare dell’invasione dei popoli di mare furono gli Assiri: provenivano da una zona montuosa e poco fertile della Mesopotamia e dovettero sviluppare notevoli capacità militari.
Dopo essere stati a lungo sottomessi dai Babilonesi e dagli Ittiti, verso il 1300 a.C. si ribellarono ed iniziarono ad affermarsi nella regione. La città di Assur divenne la capitale di un regno in continua espansione. Gli assiri, con il loro re Tiglatpileser, erano un popolo molto duro e crudele.
Tra l’800 e il 650 a.C. gli Assiri, con il loro re Saragon II, conquistarono Israele, distrussero Babilonia e trasferirono la capitale da Assur a Ninive, più a nord, dove fecero costruire uno straordinario palazzo chiamato per la sua ricchezza “palazzo inimitabile”.
Intorno al 650 a.C. il re Assurbanipal conquistò l’Egitto; durante questo periodo la capitale Ninive fu ampliata e raggiunse il suo massimo splendore.
Successivamente l’impero assiro entrò in crisi e fu aggredito dagli stessi popoli che aveva dominato: prima si ribellarono i Babilonesi, poi i Medi che nel 612 a.C. distrussero la capitale Ninive, finchè scomparvero per sempre.
Babilonia visse un nuovo periodo di splendore; il popolo dei Caldei creò un nuovo impero sotto la guida del re Nabucodonosor II che nel 587 a.C. conquistò la Siria e la Palestina e distrusse Gerusalemme.
Il suo successore fu re Nabonedo ma, poichè era poco adatto ai compiti di governo, portò il regno babilonese alla dissoluzione.
Nel 539 a.C. la Mesopotamia venne invasa ancora una volta da un nuovo popolo: i Persiani. Guidati dal loro re Ciro, conquistarono Babilonia ma da questo momento la Mesopotamia non fu mai più il centro del mondo ed entrò in una storia diversa.

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