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di paolodifalco01
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decorazioni natalizie

Il 26 dicembre, il giorno dopo Natale, in Italia è festa nazionale: si celebra Santo Stefano, figura centrale delle origini del cristianesimo e ricordato come il primo martire della storia cristiana. Ma chi era davvero Stefano? Perché la sua festa cade proprio oggi?

Scopriamo insieme qual è il significato di questa ricorrenza nella tradizione italiana.

Indice:

  1. Chi era Santo Stefano
  2. Perché Santo Stefano si festeggia il 26 dicembre
  3. Come si celebra oggi il giorno di Santo Stefano
  4. Il significato di Santo Stefano oggi

Chi era Santo Stefano

Santo Stefano, chiamato anche protomartire, apparteneva alla prima comunità cristiana di Gerusalemme. Gli Atti degli Apostoli raccontano che fu scelto dagli apostoli come uno dei sette diaconi incaricati di assistere i più poveri e le vedove della comunità.

La sua figura spicca per la dedizione, l’intelligenza e la capacità di predicare il Vangelo con forza e competenza, qualità che lo resero molto apprezzato ma anche contestato da chi si opponeva ai cristiani.

Il suo nome deriva dal greco “Stephanos”, che significa “corona”: un riferimento simbolico al premio spirituale che i martiri avrebbero ricevuto in cielo. Stefano, infatti, venne accusato di blasfemia dal Sinedrio, il tribunale religioso ebraico, e condannato alla lapidazione.

La tradizione colloca il suo martirio attorno all’anno 36 d.C., in un periodo di tensioni forti contro i primi cristiani. Mentre veniva ucciso, secondo il racconto biblico, pregò per i suoi persecutori e vide i cieli aprirsi: un gesto che lo rese il modello della testimonianza cristiana.

Perché Santo Stefano si festeggia il 26 dicembre

La festa di Santo Stefano viene celebrata il 26 dicembre nella tradizione occidentale subito dopo il Natale. La scelta non è casuale. La liturgia cristiana colloca accanto alla nascita di Gesù le figure che più hanno incarnato la sua missione.

Stefano ne rappresenta la testimonianza assoluta, quella vissuta fino al sacrificio della vita. In altre parole, mentre il Natale celebra la venuta di Cristo nel mondo, Santo Stefano ricorda ciò che significa seguirlo concretamente.

La Chiesa orientale festeggia Stefano il 27 dicembre, ma in Italia e in gran parte d’Europa la data del 26 dicembre è ormai radicata sia religiosamente sia culturalmente.

Dopo la Seconda guerra mondiale, l’Italia rese questa giornata un festivo civile, un’occasione per prolungare la pausa natalizia e trascorrere più tempo con la famiglia. Da allora, il “Giorno di Santo Stefano” è diventato parte integrante delle tradizioni natalizie italiane.

Come si celebra oggi il giorno di Santo Stefano

La celebrazione religiosa ricorda il martirio di Stefano e utilizza il colore liturgico rosso, simbolo del sangue versato. Nelle famiglie, invece, Santo Stefano è spesso sinonimo di pranzo tranquillo, visite ai parenti, passeggiate tra mercatini e momenti di relax dopo la frenesia del Natale. È un giorno che unisce spiritualità, tradizione e convivialità.

In molte regioni italiane esistono anche usanze locali: c’è chi organizza processioni, chi prepara ricette tipiche e chi vive il 26 dicembre come il “secondo giorno di Natale”, un tempo dedicato a stare insieme e a concludere le feste in serenità.

Il significato di Santo Stefano oggi

Ricordare Santo Stefano significa tornare alle radici del messaggio cristiano: la coerenza, la testimonianza, il coraggio nel difendere ciò in cui si crede. La sua figura continua a rappresentare una sfida attuale, in un mondo in cui spesso ci si limita a osservare da spettatori.

Stefano ricorda che la fede, come qualsiasi convinzione profonda, non è solo un’idea, ma un impegno concreto.

Allo stesso tempo, il 26 dicembre è diventato un simbolo di unione familiiare e di continuità delle festività natalizie: un giorno che fonde spiritualità e tradizione popolare, memoria storica e vita quotidiana.

Paolo Di Falco

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