Daniele Grassucci
Autore
chi erano i re magi
Fonte foto: Aleteia


I Re Magi compaiono nel Vangelo di Matteo come “magi venuti da Oriente”, guidati da una stella fino a Betlemme per rendere omaggio a Gesù appena nato, ed erano probabilmente degli studiosi di astronomia

Sì perché, contrariamente a quanto affermato dall'immaginario popolare, il Vangelo non li definisce né “re” né specifica il loro numero. L’idea che fossero re si affermerà solo nei secoli successivi, anche per collegarli ad alcune profezie dell’Antico Testamento che parlavano di sovrani venuti da terre lontane per rendere omaggio al Messia. 

Allo stesso modo, la convinzione che fossero in tre deriva dagli studi condotti in età medievale, benché il loro esatto numero non sia mai stato accertato da fonti storiche. Scopriamo allora chi erano questi sapienti che partirono dagli angoli più remoti del mondo per celebrare la nascita di Gesù Cristo.

Indice:

  1. Chi erano i Re Magi?
  2. I Re Magi erano tre... o quattro?

Chi erano i Re Magi?

Il termine “magi” indicava probabilmente studiosi, sapienti o astronomi provenienti dall’area della Mesopotamia o della Persia, esperti nell’osservazione degli astri e nelle scienze del tempo. 

Il numero tre non è casuale: deriva dai doni che portarono a Gesù. Oro, incenso e mirra avevano un forte valore simbolico. L’oro rappresentava la regalità, l’incenso la divinità, la mirra - usata per l’imbalsamazione - anticipava la sofferenza e la morte.

Attraverso questi doni, i Magi riconoscevano in quel bambino non solo un re, ma una figura sacra e destinata a un grande sacrificio.

I nomi Gaspare, Melchiorre e Baldassarre non compaiono nei testi biblici, ma arrivano dalla tradizione medievale. Col tempo, i Re Magi sono diventati anche un simbolo universale: spesso raffigurati come uomini di età e origini diverse, rappresentano l’umanità intera che si mette in cammino alla ricerca della verità.

Infatti, secondo molti, erano in tre proprio perché ciascuno di loro arrivava da uno dei continenti allora conosciuti (Europa, Asia e Africa) a riprova del messaggio di universalità della nascita di Gesù.

Il viaggio dei Magi non è solo geografico, ma anche spirituale. Seguendo una stella - elemento che unisce fede, scienza e mistero - accettano di lasciare certezze e potere per riconoscere qualcosa di nuovo e inatteso.

È proprio questo che rende i Re Magi una delle immagini più potenti del Natale: la ricerca, il dubbio, il cammino e la scoperta.

I Re Magi erano tre... o quattro?

Secondo una leggenda, vi sarebbe stato anche un quarto re magio, di nome Artaban, o Artabarre, che non riuscì ad arrivare in tempo a Betlemme, essendosi attardato ad aiutare dei bisognosi. 

Tale leggenda fu messa per iscritto dallo scrittore Henry van Dyke nel 1896, in forma di romanzo dal titolo "The other wise man". 

La storia è una potente allegoria sulla ricerca di Cristo, sulla fede e sull'importanza di servire gli altri, poiché Artaban - pur non riuscendo a omaggiare il momento della nascita di Gesù - trova la sua ricompensa spirituale e incontra il Messia solo molti anni dopo, attraverso la carità.

Ancora oggi, tra storia e leggenda, i Re Magi continuano a raccontarci il significato profondo del mettersi in viaggio per cercare ciò che conta davvero.

A cura della Redazione di Skuola.net Questo articolo è frutto del lavoro condiviso della redazione di Skuola.net (direttore Daniele Grassucci): un team di giornalisti, data analyst ed esperti del settore education che ogni giorno produce contenuti e approfondimenti originali, seleziona e verifica le notizie più rilevanti per studenti e famiglie, garantendo un'informazione gratuita, accurata e trasparente.
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