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I sussidi: la dimensione del problema

I Paesi ricchi sovvenzionano l'agricoltura in modo massiccio: l'ONU ha calcolato in 311 miliardi di dollari l'anno il totale dei finanziamenti al settore agro-pastorale. L'Unione Europea stanzia 913 dollari per ogni mucca da latte ed il Giappone ben 2.700 dollari. Gli Stati Uniti stazionano una cifra pari a 10.7 milioni di dollari al giorno per finanziare la produzione di cotone. Il sostegno all'agricoltura può però assumere forme diverse. In primo luogo nei Paesi dell'Unione Europea, in Giappone e negli Stati Uniti si ha spesso un finanziamento diretto agli agricoltori e agli allevatori.
Inoltre i Paesi europei e gli Stati Uniti impongono sui prodotti agricoli importati tasse doganale molto alte: per le merci in ingresso nell'Unione Europea la tariffa è del 15,7% per i prodotti agricoli, dell'1% per i metalli; negli USA la tariffa è del 10,8% per i prodotti agricoli, dell'1,1% per i metalli.

La combinazione di questi due elementi rende i prodotti agricoli importati dal Terzo Mondo più costosi di quelli locali, anche se questi sono in realtà prodotti ad un costo più alto. L'agricoltura non è l'unico settore ad essere finanziato: esistono sussidi governativi anche in altri settori, ma essi non sono di solito così cospicui.

I sussidi: le conseguenze sul Terzo Mondo

Molti Paesi del Terzo Mondo esportano soprattutto prodotti alimentari. Poiché la manodopera ha costi ridotti, essi sarebbero in grado di produrre e quindi di vendere ad un prezzo assai basso rispetto ai Paesi sviluppati.
In realtà questo non avviene, perché grazie ai finanziamenti ottenuti dai governi, gli agricoltori statunitensi, giapponesi ed europei spesso sono in gradi di vendere a prezzi ancora inferiori. In realtà il costo di produzione dei prodotti europei, giapponesi e statunitensi è di gran lunga maggiore, ma dato che una parte di quel costo è pagato dai governi, i prodotti possono essere messi in vendita ad un prezzo inferiore al costo di produzione.
Questa produzione provoca quindi un calo dei prezzi, riducendo il valore delle esportazioni dei Paesi del Terzo Mondo. Per riuscire a vendere i loro prodotti, i contadini di diversi Paesi del Terzo Mondo sono costretti ad abbassare i prezzi, talvolta fino al punto che vendere il prodotto non ripaga neppure delle spese sostenute. I governi di questi Paesi non hanno però i mezzi per finanziare i contadini che quindi sono condannati alla miseria ed alla fame.

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