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Scuola di Francoforte


La scuola di Francoforte si è sviluppata nel 1923 in Germania e tra più importanti esponenti si trovano: Fromm, Benjamin, Adorno, Horkheimer e Marcuse.
Questi studiosi supportavano le prime teorie supportate da Marx e fecero delle critiche molto severe nei confronti dei mass media ritenendoli come strumenti in grado di controllare le persone. Se in precedenza le teorie hanno tentato di smontare l'idea della bullet theory secondo cui i mass media hanno pieno potere sulle persone, gli studiosi della scuola di Francoforte hanno ripreso tale presupposto.
Essi ritengono che la cultura è divenuto un prodotto così al supermercato le persone possono acquistare le varie merci sugli scaffali. Questa esposizione di prodotti porta le persone a percepire un libertà che per tali studiosi viene definita come illusoria, in quanto la merce sugli scaffali è stata precedentemente selezionata da qualcuno e quindi non la si può definire come un forma di libertà. Le persone quindi come acquistano un bene di consumo così pagano il biglietto per andare al cinema o per acquistare un libro, che vengono considerata da questi studiosi come la cultura dell'epoca.
Inoltre il prodotto che viene offerto alle persone viene definito stereotipato e standardizzato, i cui contenuti non variano, ma la variazione è solo di superficie cioè che riguarda i nomi dei personaggi, i luoghi in cui vivono e le caratteristiche fisiche e ambientali, ma le storie che vengono narrate sono sempre le medesime.
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