Ominide 4958 punti

Linguaggio della cultura


Oggi il linguaggio della cultura, dell’università e della scuola in genere è un linguaggio complesso, spesso diventa elitario. Spesso la cultura non è aperta agli altri, anzi esclude ed emargina, mentre invece la scuola e l’università dovrebbero aprire le menti e non chiuderle.
Dopo aver applicato le leggi e dopo averle anche fatte per qualche anno in Parlamento, il magistrato si rende conto che è meglio lavorare con la gente, sui valori e sui sentimenti, per diffondere le idee.
È importante puntare sui sentimenti e sugli ideali per andare al cuore delle persone. Infatti se un legame sorge sulla base dei sentimenti e degli ideali difficilmente si spezza, se invece il legame sorge sulla base dell’interesse, del denaro o semplicemente sul divertimento, ma non anche sul donarsi reciprocamente in un’amicizia, in uno stare insieme sinceramente, allora è molto più facile che finisca.
Oggi la stragrande maggioranza dei ragazzi afferma che le proprie esperienze sono quasi tutte negative e ingiuste: da questo malcontento diffuso deriva anche l’aggressività e la violazione delle regole presenti nella nostra società. È importante destrutturare, non strutturare le idee dei ragazzi, il che equivale a crescere insieme, non educare. Infatti, se ognuno nel suo ruolo, si insegna e si impara reciprocamente, le cose vanno molto meglio. Difatti nel momento in cui si educa, cioè si conduce lo studente verso culture appartenenti a secoli fa, egli accoglie piuttosto passivamente l’insegnamento. Crescere insieme, cioè imparare ed insegnare reciprocamente, invece, significa che il ragazzo è più portato a partecipare. Se invece il ragazzo viene considerato un soggetto passivo, che deve semplicemente recepire le informazioni, allora si sentirà anche meno motivato a partecipare.
L’impostazione strutturale scolastica ed universitaria è quella di dare delle certezze: in altre parole si dice: “la verità è questa e non si può obiettare”. Invece bisogna dare molta più importanza al dubbio. Le guerre, gli scontri, i conflitti molto spesso sorgono perché c’è una verità che non si vuole mettere in dubbio, mentre invece se uno parte dal presupposto che la propria verità potrebbe anche non essere quella giusta, i rapporti umani , fra le nazioni o fra le religioni potrebbero essere migliori.
Nel momento in cui uno ha una cultura aperta al dubbio, questa capacità di rimettersi continuamente in discussione, qualsiasi tipo di rapporto diventa più facile, perché si riesce a scorgere nella diversità non un qualcosa di negativo, da combattere, ma una risorsa di vita.
Hai bisogno di aiuto in Sociologia?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
Registrati via email