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Deprezzamento della cultura

Oggi viviamo in una società in cui la cultura viene deprezzata. I libri vengono bruciati, i quotidiani sono pieni di pubblicità perché vogliono indebolire le idee, per appiattirci, per renderci inoperosi. Oggi i libri si scrivono più brevi e sbrigativi, riassunti oppure solo titoli, solo notizie. Bisogna usare bene la ragione più che la fede. Ragionare significa prendere coscienza di se stessi e non lasciarsi trascinare dal si dice e dal si fa. Assistiamo ad un grande sviluppo del pensiero scientifico, che segue al materialismo naturale, al materialismo storico, al materialismo dialettico. Oggi viviamo nel cosiddetto materialismo razionale, che fa a meno del Dio, inteso come creatore e provvidente. È la fede ad avere bisogno della ragione. Oggi la scienza, lo sviluppo della tecnica dà altri valori: oggi tutto è nelle mani del sapere scientifico ed i confini tra sacro e profano devono essere ridefiniti. Bisognerebbe dare più spazio alla scienza dell’uomo, alla scienza della società, più rispetto all’uomo con le sue caratteristiche, idee, bisogni, valori. Invece assistiamo, spesso impotenti, alla criminalità, alla guerra, alla delinquenza nelle città, nelle famiglie, tra i popoli, nel mondo. Assistiamo alla violenza televisiva e dei mass-media che è reale. Platone voleva che si proibissero tutti gli spettacoli che davano esempio di cattivo comportamento per i cittadini. Per Aristotele assistere alle tragedie provocava negli uomini purificazione, catarsi delle tensioni. Le grandi tragedie, la buona musica ci purificano.
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