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La flessibilità e i modelli di lavoro nella società globale



Una delle principali innovazioni del mercato moderno è la flessibilità dei contratti, sempre meno stabili e sempre più precari.
Il mercato globale richiede una forte competitività e la cultura neoliberista ne ha individuati alcuni che ritiene prioritari, come il costo e la gestione del lavoro.

La deverticalizzazione rappresenta un tentativo di rendere più vantaggioso l’operare nel mercato globale attraverso una forma di esternalizzazione: spostare intere filiere produttive verso manifatture esterne all’azienda leader, ciò procura benefici per le imprese come la riduzione della coesione sociale, abbassa le spese dirette nei confronti della manodopera, favorisce la realizzazione di contratti precari. Esternalizzare significa costruire una rete di industrie che renda competitiva la produzione.
Le politiche neoliberiste spingono verso contratti flessibili, per ottenere un’occupazione variabile, realizzata attraverso una minor tutela giuridica del posto di lavoro, con una maggior possibilità di licenziamento; questi punti corrispondono ai principi del just in time.
Un secondo aspetto della flessibilità del lavoro riguarda la terzizzazione. Con questo termine si indica un fenomeno in base al quale un’impresa richiede ad aziende terze di venire a svolgere lavoro al suo interno attraverso catene di sub-appalti.
Le conseguenze di questo modello organizzativo sono al centro di numerosi studi tra i quali quello di Luciano Gallino, che nel suo testo ‘’la lotta di classe dopo la lotta di classe’’ afferma: >. Secondo il sociologo la flessibilità costituisce un vero e proprio > poiché rende instabili l forme sociali di relazione industriale.
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