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[Goldoni, Carlo - La Locandiera, I monologhi di Mirandolina : Atto I, scene IX e XXIII; atto III scena XII]
Descrivono la sua complessa psicologia: dai primi righi si può comprendere quanto lei peccasse di presunzione ("tutti si innamorano di me, se li sposassi tutti...") e non sopportasse di essere rifiutata ("ma disprezzarmi così?").
Sono presenti numerosissime domande retoriche, che servono per mantenere vivo l'interesse di chi ascolta.
Al rigo 10, ("Non ha ancora trovato quella che sappia fare. Ma la troverà.") Mirandolina allude al fatto che sarà lei stessa a fargli cambiare idea.
Tra l'11 e il 12, invece, emerge il concetto di mascolinità che ha la donna, infatti più un uomo si piega alla sua volontà e si mostra innamorato e più lei lo rifiutava.
Tra i righi 29 e 30 Mirandolina espone la conclusione a cui è giunta: se insiste, quale uomo potrà mai resistere alle sue lusinghe? Ha in mente far ricredere il misogino, che ha osato pensare di non poter essere ammaliato da lei, con la più totale mancanza di modestia.
Nel terzo atto, la sua attitudine cambia completamente: infatti comprende che si è cacciata in un brutto guaio, e per questo decide di ripiegare sulla sicurezza, rappresentata da Fabrizio.
La chiusura rappresenta una perfetta sintesi della borghesia settecentesca, il cui unico obiettivo è curare i propri interessi; questo ideale, che si basa sul capire cosa reca meno problemi, è molto donabbondista.
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