Scuola occupata, 6 in condotta a tutto istituto

Serena Rosticci
Di Serena Rosticci

studenti occupano la scuola, prof li vogliono punire con 6 in condotta

Occupano la scuola per manifestare in difesa dei loro diritti, ma qualcosa va storto. Degli esterni entrano di notte nell’istituto e, guarda caso, il proiettore sparisce. Ovviamente, il colpevole del furto non si trova e il collegio docenti, come sanzione disciplinare, minaccia gli studenti di assegnare a tutti loro un bel 6 in condotta. Accade all’Istituto Antonio Serra di Napoli, dove adesso i ragazzi si chiedono se i loro prof possono davvero far valere la minaccia del 6 in condotta collettivo su di loro.

SCUOLA OCCUPATA, 6 IN CONDOTTA - A raccontare la storia è StudSerr, un nostro utente che chiede aiuto alla community di Skuola.net scrivendo sul nostro Forum: “Recentemente è avvenuta l'occupazione del nostro istituto, durante la quale è riuscito ad entrare un gruppo di esterni che ha rubato un proiettore, facendo decidere così al collettivo di terminare l'occupazione dopo solo 1 giorno e mezzo per evitare nuovamente un atto vandalico da parte di altri individui esterni o degli stessi che sono entrati quella sera. Il giorno prima di riprendere le lezioni è stato fatto un collegio dei docenti per prendere provvedimenti riguardo all'occupazione e quello concordato è di mettere 6 in condotta a tutto l'istituto. Come giustificazione per questo provvedimento è stato detto che, dato che è stata commessa un effrazione per entrare nell'istituto a notte fonda, la sanzione doveva essere pesante e ai danni di tutti, facendo anche ricadere la colpa del furto su noi studenti pur sapendo che la responsabilità oggettiva non è nostra, quella sera chiamarono anche la polizia e avvertirono la preside. Premetto che prima di questa occupazione ci fu una raccolta firme durante un assemblea di istituto per decidere se occupare o meno dove molti firmarono contro. Con questa decisione si mette anche a rischio il voto finale, dato che la condotta fa media, e questo può essere un bel danno anche per il triennio. È quindi giusto un provvedimento che implica a tutti gli studenti dell'istituto (compresi gli studenti contro l'occupazione) un abbassamento della condotta fino al 6 (5 per i rappresentanti di istituto)?”.

COS’È IL VOTO IN CONDOTTA? - Innanzitutto, prima di entrare nel merito della storia, cerchiamo di capire bene in cosa consiste il voto in condotta. Si tratta di una valutazione del comportamento espressa dal consiglio di classe in sede di scrutinio intermedio e finale e che si “riferisce al comportamento dello studente durante tutto il periodo di permanenza nella sede scolastica e comprende anche gli interventi e le attività di carattere educativo posti in essere al di fuori di essa”.

VALUTARE IL COMPORTAMENTO DI UN ANNO E NON SU UN SINGOLO EPISODIO - Detto ciò, specifichiamo che il comma 2 dell’art. 3 del Decreto Ministeriale n°5 del 2009 afferma che: “La valutazione espressa in sede di scrutinio intermedio o finale non può riferirsi ad un singolo episodio, ma deve scaturire da un giudizio complessivo di maturazione e di crescita civile e culturale dello studente in ordine all’intero anno scolastico. In particolare, tenuto conto della valenza formativa ed educativa cui deve rispondere l’attribuzione del voto sul comportamento, il Consiglio di classe tiene in debita evidenza e considerazione i progressi e i miglioramenti realizzati dallo studente nel corso dell’anno, in relazione alle finalità di cui all’articolo 1 del presente decreto”.

IL VOTO IN CONODOTTA È PERSONALE, NON COLLETTIVO - Insomma, fin qui abbiamo capito che il voto in condotta giudica il comportamento che uno studente ha avuto nel corso dell’anno e non in base ad un singolo episodio che, come nel caso di StudSerr, può essere quello di un’occupazione scolastica. Ma non finisce qui. Infatti, il DPR n. 235/07, articolo 4, comma 3, afferma che: “La responsabilità disciplinare è personale. Nessuno può essere sottoposto a sanzioni disciplinari senza essere stato prima invitato ad esporre le proprie ragioni”. Questo fa capire ancora meglio che il voto in condotta, oltre che a valutare un intero anno, è anche personale e non può essere assegnato in base ad un comportamento collettivo tenuto in un’unica occasione.

I tuoi prof ti hanno mai trattato in un modo che hai giudicato ingiusto? Raccontalo qui!

Serena Rosticci

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