Incidente ferroviario in Puglia: chi sono le nostre giovani vittime

Serena Rosticci
Di Serena Rosticci

foto di vittime incidente ferroviario in Puglia

Una tragedia immane”. Così il ministro dell'Infrastrutture, Graziano Delrio, ha definito l’incidente ferroviario in Puglia dello scorso 12 luglio. Ventisette sono le vittime accertate tra cui un 15enne e un 17enne, 50 i feriti. Due treni che viaggiavano in direzioni opposte si sono scontrati su un unico binario nella tratta che collega Corato ad Andria. Tanti i ragazzi tra le vittime della tragedia. Skuola.net cerca di chiarirti, punto per punto, cosa è successo e come sia potuto accadere che due treni si siano scontrati in questo modo.

Le vittime
Come riporta LaStampa, i morti accertati sono 27 e i medici hanno comunicato che sono tutti stati riconosciuti. Ci sono volute diverse ore per procedere con il riconoscimento per via dei corpi dilaniati dalle lamiere. Tra le vittime riconosciute Fulvio Schinzari, di 59 anni, Enrico Castellano, di 72, Luciano Caterino, di 37, Albino De Nicolo, di 53, Giuseppe Acquaviva, di 51, Donata Pepe, di 60, Salvatore Di Costanzo, di 56 e Maurizio Pisani e Maria Aloysi, entrambi di 49 anni. Ma anche tanti ragazzi:

Antonio Summo
Antonio frequentava il secondo superiore e aveva appena 15 anni. È stato tra le prime vittime ad essere riconosciuto. Tornava da un corso di recupero a scuola grazie al quale avrebbe dovuto recuperare due debiti scolastici.

Jolanda Inchingolo
Aveva 25 anni e stava tornando dal suo fidanzato. A settembre si sarebbero sposati. È stata riconosciuta per un anello con una pietra nera che portava sempre.

Francesco Ludovico Tedone
Aveva solo 17 anni ed era tornato da poco dal Giappone, dove aveva svolto il quarto anno delle superiori. Era sul treno per tornare a casa dopo essere stato da un’amica.

Gabriele Zingaro
Si era infortunato sul posto di lavoro e martedì era sul treno dopo essersi andato a far vedere la ferita. Aveva solo 23 anni.

Pasqua Carnimeo
Stava andando a lavorare come ogni giorno. Aveva 30 anni e faceva l’estetista. Lascia una bambina di 2 anni e mezzo.

Alessandra Bianchino
Lavorava all’Oratorio Giovanile Salesiano e aveva solo 29 anni.

Ascolta il discorso di Renzi dopo l'incidente

L’incidente ferroviario: tutta colpa del binario unico?
Chiariamo subito questo punto. In Italia, secondo quanto riporta il Post.it, di circa 16mila chilometri di linee ferroviarie gestite in Italia da Rete Ferroviaria Italiana (Rfi), più della metà sarebbero a binario unico. Sì, proprio come quella dell’incidente ferroviario del 12 luglio. Vuol dire che quindi siamo tutti a rischio? Non proprio.

I problemi del binario unico
Perché ci sono ed è giusto considerarli. Uno, per esempio, è che sulla stessa tratta possono circolare meno treni contemporaneamente. Questo però non significa che il sistema sia poco sicuro.

Come funziona il binario unico
Il sistema è semplice: quando due treni che viaggiano in due sensi opposti devono percorrere la stessa tratta sul binario unico, uno dei due viene fatto fermare. Repubblica lo spiega chiaramente: il tratto ferroviario tra Andria e Corato è lungo 17 chilometri e ci vogliono 11 minuti per percorrerlo. Di solito, per gestire il passaggio dei due treni, il capo-stazione di Corato segnala a quello di Andria che deve tenere il suo treno fermo in stazione, e fa partire quindi quello nella sua stazione. Undici minuti dopo, quando il treno da Corato arriva ad Andria, parte quello da Andria a Corato. La comunicazione tra le due stazioni avviene attraverso un fonogramma, ossia grazie alle linee telefoniche: al fonogramma è associato un diverso colore del semaforo per il treno che viene azionato dal capo-stazione e che segnala al macchinista del treno quando può partire con una paletta.

Incidente ferroviario in Puglia: cosa è successo
A questo punto ti starai sicuramente chiedendo, visto che la procedura sembra tanto semplice, come mai sia potuto avvenire lo scontro frontale fra i due treni pugliesi che ha provocato tutte quelle vittime. Sembrerebbe che la mattina del 12 luglio scorso il treno per Andria sia partito mentre quello per Corato stava ancora percorrendo la tratta. Per il momento non è stato stabilito se si è trattato di un errore meccanico o, come sembrerebbe più probabile, di un errore umano. Quel che invece è certo che, sulla tratta del tragico incidente, non è presente il Sistema controllo marcia treno.

Il Sistema controllo marcia treno (SCMT)
Si tratta di un sistema che serve per controllare se i macchinisti rispettano i semafori, le procedure corrette e i limiti di velocità. Se qualcosa non va come dovrebbe, il sistema avverte il macchinista con un segnale, e se il problema non viene risolto, ferma il treno. Stando a quanto riportato da Repubblica sembrerebbe che questo sistema fosse installato sui treni, ma che non funzionava perché non poteva dialogare con i binari della tratta, troppo vecchi. A ribadire l'importanza dell'SCMT è il presidente del Consorzio nazionale interuniversitario per i Trasporti e la Logistica, oltre che docente ordinario di “Sicurezza dei Trasporti” alla Facoltà di Ingegneria dell’Università di Genova, Giuseppe Sciutto, all’Adnkronos: "Non è tanto il binario unico, circa la metà della tratta in Italia lo è, ma la tecnologia a evitare gli incidenti. Da noi il rischio è basso anche rispetto ad altri Paesi come la Spagna – aggiunge Sciutto - Non è tanto il binario: se il personale di macchina è assistito dalla tecnologia, il Sistema di controllo marcia del treno (Scmt) interviene fermando il treno per esempio se per errore passa con il rosso".

La petizione
A essere altrettanto consapevole dell'importanza del sistema STMC è anche Gabriele Ruta, studente di Andria e pendolare della stessa tratta che si è fatto persino promotore di una petizione su Change.org. Un appello il suo che nasce con lo scopo di estendere l'installazione "SCMT Sistema Controllo Marcia Treno" su tutta la rete ferroviaria pugliese. La petizione si rivolge direttamente al ministro Delrio, alla presidente di Ferrotramviaria Gloria Pasquini e a Ferrovie Nord Barese. A ora sono state raccolte circa 2mila firme, ne mancano ancora un po' per raggiungere le 2500.

Serena Rosticci

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