Effetto Magris: è finita l'era del totoesame?

Margherita Paolini
Di Margherita Paolini

il tramonto del totoesami

Una bella doccia fredda quella che si è riversata ieri sugli studenti in procinto di affrontare la prima prova. Le tracce scelte dal Ministero hanno provocato lo scombussolamento generale tra i maturandi, sebbene alla fine dei conti circa 9 studenti su 10 abbiano dichiarato di non aver copiato. E’ stata la scelta di Magris, scrittore e giornalista italiano pluripremiato, nonché senatore dal 1994 al 1996, a sollevare le maggiori critiche tra i giovani. Saltano così le tanto apprezzate previsioni del totoesame, e vengono parzialmente smentite le dichiarazioni, per quanto generiche, rilasciate dall’Ispettor Favini in una recentissima intervista a Skuola.net.

IL TRAMONTO DEL TOTOESAME- Alla domanda “Dopo la scelta di Magris per la prova di Italiano, è morto il totoesame?”, il 75% degli studenti dichiara che "non sarà d’ora in avanti più possibile fare pronostici e prevedere potenziali tracce". Solo il 25%, invece, spera nella sopravvivenza del tanto amato totoesame, dichiarando che si è trattato di un caso eccezionale, ma che il ritorno dei grandi classici tornerà a contraddistinguerà le prossime maturità.

LA SORPRESA DEL MINISTERO- Quest’anno il Ministero ha saputo davvero sorprendere tutti, facendo saltare pronostici e previsioni, anche quelli realizzati con un occhio di riguardo alle indicazioni fornite dall’Ispettor Favini, ribattezzato “l’uomo delle tracce”. Poco tempo fa, infatti, l’Ispettore aveva dichiarato a Skuola.net che per la tipologia dell’analisi del testo il Ministero solitamente propende per testi poco noti di autori del ‘900 molto popolari. E invece piomba sui banchi dei maturandi, come un fulmine a ciel sereno, un brano tratto dalla prefazione de “L’infinito viaggiare” di questo scrittore italiano il cui nome, Claudio Magris, suona estraneo alla maggior parte delle loro orecchie.

NIENTE CLASSICI- Nessun totoesame si è avvicinato troppo alle tracce con cui effettivamente si sono dovuti misurare i quasi 500mila futuri neo-diplomati. Il livello generale delle tracce proposte è stato - impossibile negarlo - abbastanza elevato. Viene così parzialmente sfatato anche il mito della facilità della prima prova che, nelle previsioni dei giovani, era assolutamente la meno temuta. Ora a molti non resta che sperare che dal prossimo anno si torni alla normalità dei grandi classici che offrono ai candidati la possibilità di affrontare un argomento quanto meno trattato durante l’anno scolastico, oltreché di affidarsi ai rincuoranti totoesami.

E tu pensi che sia finita l’era del totoesami?

Margherita Paolini

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