Studentessa perseguitata dal suo prof. Ministro: lo cacceremo

Carmine Zaccaro
Di Carmine Zaccaro

bullismo e cyberbullismo

Il prof la molesta, lei crolla e confessa tutto al papà. E' la storia di una giovane ragazza che negli ultimi mesi ha subito un vero e proprio stalking e non solo dal suo professore del liceo. Chiamate nel cuore della notte, oltre 600 messaggi sul cellulare, effusioni, baci e abbracci tra i corridoi della scuola, senza che lei potesse sottrarsi. Ma una telefonata di troppo ha fatto preoccupare il padre, che dopo averle chiesto spiegazioni l'ha vista crollare in lacrime tra le sue braccia scoprendo l'amara verità. Una violenza che non è stata dimenticata dalla ragazza, prima il calo del rendimento scolastico, poi il trasferimento in un altra scuola. Ma questo non è bastato, così il padre ha deciso di inviare una lettera anonima alla ministra dell'Istruzione, Valeria Fedeli, attraverso le pagine del Corriere della Sera, sperando che la responsabile di Viale Trastevere possa intervenire, in quanto la figlia non è ancora riuscita a superare il trauma, ma la beffa più enorme: pare che il professore insegni ancora nel liceo del misfatto da cui la figlia si è dovuta allontanare per evitare altre spiacevoli conseguenze.


La lettera del padre della ragazza molestata


"Signor ministro Valeria Fedeli,
le scrivo in forma anonima perché il mio unico scopo è continuare a tutelare mia figlia. Ma sento il bisogno di rivolgermi a lei perché ho perso fiducia nell'istituzione che prima di tutte deve accogliere e tutelare i nostri ragazzi: la scuola. Quella che lei rappresenta al suo massimo livello. Mia figlia è oggi una quindicenne distrutta, svuotata, insicura. E le racconto i motivi. Tutto è cominciato nell'aprile del 2015 quando un suo professore ha iniziato a molestarla e perseguitarla. L'ha isolata dai suoi amici. Ovviamente la ragazzina ha cominciato a non studiare, a dimenticare, lei, la più brava della classe. Non capivo il perché e me ne faccio una colpa. Questo dolore lo porto dentro. Una notte, erano le tre, sento lo squillo del cellulare della mia bambina. Alle 3 di notte? Approfitto che lei vada in bagno, prendo il telefono e scopro che è lui, il professore. Chiedo spiegazioni e a quel punto mia figlia crolla, tra le lacrime, mi racconta che sono mesi di persecuzione, che l’abbraccia e la bacia davanti a tutti. E mi dice la cosa peggiore di tutte: non te l'ho detto perché ho solo te, non ho più la mamma, se perdo anche te mi metteranno in orfanotrofio. Ho pensato di morire, in quel momento. Siamo andati dai carabinieri, che hanno fatto una lavoro di ricostruzione meticoloso. Hanno accertato che questa bestia in soli due mesi le ha fatto più di tremila telefonate, le ha inviato più di 600 messaggi. L'ha anche pedinata sotto il liceo che frequentava. Ma, mentre il pm ha chiesto gli arresti domiciliari, il gip ha disposto soltanto il divieto di avvicinamento. Ancor più grave è il fatto che quell'uomo continua a insegnare nella stessa scuola. Neanche una denuncia, le testimonianze, le evidenze hanno potuto qualcosa. Sta lì, continua a insegnare ai nostri figli. Che razza di legge consente una cosa del genere? Di chi possiamo ancora fidarci? Quando l’ho affrontato per chiedergli spiegazione mi ha risposto: «Non ho figli, per me è come se lo fosse». I figli non si perseguitano. Ho la colpa di essere solo in questa storia. Mia figlia è sola in questa storia: non ha la mamma, non ha amici. Ha dovuto cambiare liceo e città. Lei, lui invece no. Lo trova giusto?".

Valeria Fedeli: "non c'è spazio per nessuna forma di violenza"


Non si fa attendere la risposta della ministra dopo la pubblicazione della lettera aperta sul Corriere della Sera, e in un tweet comunica la sua risposta apparsa sullo stesso giornale:



"Non siete soli. Signor G. V., la prego di credermi se le dico che sua figlia è una nostra figlia e che vogliamo vederla vivere in libertà e serenità la sua vita. Mi creda se le dico che il suo desiderio di ristabilire ciò che “è giusto” e ciò che non lo è, è esattamente il nostro desiderio." continua "Non c’è giustificazione che tenga di fronte a comportamenti di stalking nei confronti di una ragazza [...] non può esserci spazio per nessun tipo di discriminazione, per nessun pregiudizio e per nessuno stereotipo, per nessuna forma di violenza.

Carmine Zaccaro

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