Caso Cucchi dimenticato, ma la sfiducia cresce

Carmine Zaccaro
Di Carmine Zaccaro

Caso Cucchi dimenticato dagli studenti: ma la sfiducia cresce

Stefano Cucchi è morto esattamente sei anni fa. Ma a pochi anni dalla vicenda che molto ha fatto discutere, tra i più giovani la storia è già stata dimenticata. E’ quanto emerge da una indagine di Skuola.net su 1700 studenti. Tuttavia ci sono ragazzi su cui il caso Stefano Cucchi ha lasciato un segno. E per parecchi di loro resta complicato e pieno di punti oscuri. Se gli studenti si spaccano su eventuali responsabilità, è il ruolo delle forze dell’ordine a perdere credibilità, insieme a quello della magistratura, da cui quanti hanno seguito il caso avrebbero voluto pene più dure.

Ascolta alcune dichiarazioni di Ilaria Cucchi

CASO CUCCHI: IL 75% NON LO CONOSCE - E’ solo 1 studente su 4 a conoscere il caso Cucchi, il geometra romano che il 22 ottobre del 2009 morì all’ospedale Sandro Pertini di Roma una settimana dopo il suo arresto per detenzione di hashish. Sebbene il caso sia stato uno dei fatti di cronaca giudiziaria più discusso e trattato dai media, per il 75% degli intervistati da Skuola.net resta un mistero. Scarsa sensibilità alla vicenda da parte di un pubblico troppo giovane o una scuola che ne parla troppo poco? Forse entrambe le cose. Sono infatti i più grandicelli, gli universitari o gli studenti del triennio delle superiori, a saperne di più. Tra chi era informato della vicenda, poi, solo una sparuta minoranza ne ha parlato in classe o a casa. Il mezzo da cui apprendere è la televisione (50%) o il web (20% circa). C’è poi un buon 12,5%, di ragazzi che hanno seguito la storia sui giornali, ma sono, ancora, per lo più universitari.

C'E' STATO UN TENTATIVO DI INSABBIAMENTO - Non sono molti, quindi, i ragazzi informati sull’articolato dibattito e la lunga vicenda giudiziaria intorno alla morte di Stefano Cucchi: ma tra coloro che conoscono la vicenda emerge una certa inquietudine, segno che la storia li ha toccati nell’intimo. La maggioranza, il 56%, dice che non se ne è parlato abbastanza, e sospetta il tentativo di insabbiamento. Ad uscirne malconcia, poi, è la fiducia verso lo Stato. C’è chi dichiara addirittura di averla persa completamente nei confronti delle forze dell’ordine (30%), e chi la conserva solo in parte (52%). I ragazzi vanno giù pesante anche nei confronti della magistratura: la metà di coloro che si sono fatti un opinione sulla vicenda, avrebbero voluto già da tempo la condanna, con pene adeguate alle responsabilità, di tutti gli imputati.

Carmine Zaccaro






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