Scuole insicure: doveva morire Vito per scoprirlo?

Daniele Grassucci
Di Daniele Grassucci
Ciao Vito, siamo sicuri che oggi tu sei un posto migliore di quello in cui siamo noi. Un posto dove si può morire quando sei a scuola, un posto dove i problemi ci sono ma tutti se ne accorgono solo quando succede qualcosa di eclatante... Vito, hai pagato con la vita colpe non tue, ma quelle di una classe dirigenziale che a tutti i livelli e in tutte le sue colorate declinazioni e direzioni, sperpera i soldi pubblici per cose inutili e poi non li ha per ciò che veramente conta come la scuola.


E IL FUTURO? - Se i giovani sono il futuro del paese, bisogna conservarli e prendersi cura di loro a tutti i livelli: culturale, psicologico, fisico e così via. La scuola dovrebbe essere un luogo dove si costruiscono i nuovi cittadini e invece: una classe docente che viene poco motivata, le eccellenze, che comunque ci sono, sono dovute allo slancio ideale dei singoli piuttosto che a un risultato sistematico. Per non parlare delle strutture: certo non chiediamo scuole in stile europeo, con palestre che sembrano stadi, biblioteche, spazi ricreativi e via dicendo, ma nemmeno luoghi che non hanno l'agibilità.

SCUOLE INSICURE - Che le nostre scuole fossero insicure lo sapevamo già, e ci siamo battuti al nostro livello per cercare di cambiarle. Chi non ricorda le inchieste di Blue Angel e la sua avventura a Mtv? In tempi non sospetti, lo scorso ottobre, avevamo ricordato il pessimo stato dei nostri istituti evidenziato da un rapporto di Cittadinanzattiva: solo il 23% dei plessi scolastici ha la piena agibilità! Lo sottolineava anche il preside Rusconi, vicepresidente dell'associazione nazionale dei preside: sarebbe meglio investire i soldi risparmiati nel decreto legge 133 nella scuola, ad esempio nell'edilizia scolastica! Mai parole furono più profetiche.

E ORA? - Come al solito, tutti si stracceranno le vesti e invocheranno la fatalità. Si dirà che si investirà nelle scuole, che tragedie del genere non capiteranno più. Poi tra qualche tempo nessuno si ricorderà più dell'accaduto, e al massimo sistemeranno il liceo Darwin di Rivoli. Come è capitato all'asilo di San Giuliano: nel 2002 morirono 27 bambini sotto le macerie di una scuola, venuta giù per un terremoto quando invece tutti gli altri edifici circostanti sono rimasti in piedi. Cosa è cambiato da allora? Perfettamente nulla, hanno solo ricostruito la scuola con criteri antisismici. E delle altre scuole a rischio in zone sismiche? Se ne parlerà ovviamente alla prossima tragedia...
Chiaramente speriamo che non ci sia, speriamo di sbagliarci e che il sacrificio di Vito serva a porre l'attenzione sul problema dell'edilizia scolastica. Perché non si può morire a scuola!

Se volete segnalarci situazioni particolari o che ritenete rischiose nelle vostre scuole, come sempre potete inviare una mail a mail_placeholder
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3 giugno 2020 ore 16:00

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