2 min
smartphone adolescenti

Dal prossimo anno scolastico, gli smartphone saranno ufficialmente banditi dalle aule di tutte le scuole italiane, comprese le superiori. Lo stabilisce una circolare ministeriale diffusa a metà giugno, che chiude ogni spazio a eccezioni e interpretazioni.

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito motiva la scelta con tre obiettivi chiari: ridurre le distrazionirestituire centralità alla didattica e rafforzare la concentrazione. Secondo il Ministero, infatti, i dispositivi digitali, se non gestiti in maniera controllata, rappresentano uno dei principali fattori di dispersione cognitiva tra gli studenti.

Una decisione che, inevitabilmente, soprattutto tra gli studenti, sta dividendo: tra chi la considera una svolta necessaria e chi la vive come una limitazione difficile da accettare.

Indice

  1. Autonomia delle scuole
  2. La voce degli studenti

Autonomia delle scuole

Sebbene la circolare sia chiara, ogni istituto potrà decidere come applicare il divieto. I collegi dei docenti e i consigli d’istituto saranno chiamati infatti ad aggiornare i regolamenti interni e il patto educativo di corresponsabilità.

Nella pratica, le soluzioni saranno diverse:

  • consegna del cellulare all’ingresso della scuola;

  • obbligo di tenerlo spento nello zaino;

  • armadietti chiusi a chiave;

  • tasche da parete numerate;

  • cassette individuali.

Le uniche deroghe sono previste per progetti didattici specifici o esigenze particolari di tipo educativo.

La voce degli studenti

Le reazioni non si sono fatte attendere. Una, in particolare, ha suscitato parecchio clamore. Intervistato da 'TeleBari' - emittente locale pugliese - uno studente ha, infatti, commentato la misura con parole che hanno fatto discutere: “È una disgrazia, perché in classe non c’era niente da fare oltre che usare il cellulare”.

Il ragazzo ha anche confessato di aver sempre usato il telefono per copiare durante le verifiche: “Il segreto era metterlo sulla coscia e sbirciare mentre scrivevo”. Infine, con un misto di ironia e rassegnazione, ha concluso: “Adesso mi toccherà studiare”.

Una frase che, forse senza volerlo, fotografa bene lo spirito della riforma: riportare l’attenzione sullo studio reale e restituire alla scuola il suo ruolo di luogo di apprendimento.

Skuola | TV
E ADESSO? La verità su cosa fare dopo la maturità

Rivedi lo speciale di Skuola.net e Gi Group dedicato a tutti i maturandi che vogliono prendere una decisione consapevole sul proprio futuro grazie ai consigli di esperti del settore.

Segui la diretta