Studenti, non toccate quel registro

Lorena Loiacono
Di Lorena Loiacono

studenti, non toccate quel registro: ragazzo ai domiciliari per averlo bruciato


Incute timore solo a guardarlo, custodisce nomi e assenze, note disciplinari e ritardi. E’ il registro di classe, temuto dagli studenti forse anche più dei docenti stessi. Il registro, infatti, è sempre in cattedra e sa tutto quel che accade in classe. E allora qualche malintenzionato, ogni tanto, pensa di potersene disfare per cancellare le prove. Risultato? Si va in galera, perché il registro è un atto pubblico. Quindi occhio, ragazzi, a non fare stupidaggini.

IL CASO - L’ultimo caso risale a qualche giorno fa, quando un ragazzino di 14 anni in provincia di Brescia ha pensato bene di dare fuoco al registro di classe per cancellare definitivamente tutte le note a suo carico. Un maldestro tentativo di salvare il voto di condotta. In vista degli scrutini infatti le note disciplinari pesano come e più delle insufficienze. Pluriripetente, frequentava ancora la scuola media. Peccato però che ora lo studente incendiario rischi qualcosa di più di un 7 in condotta.

COSA SI RISCHIA? – Con il registro di classe, non si scherza. Il ragazzo è stato infatti arrestato dai carabinieri e ora si trova agli arresti domiciliari. E un’eventuale bocciatura è l’ultimo dei suoi problemi. E' accusato infatti di furto e distruzione di atto pubblico, con lui sono stati denunciati anche sei compagni di classe che lo avrebbero aiutato a sottrarre il registro. A denunciare tutto, è stato un professore. A breve partirà il processo. Secondo una precedente sentenza, la 3004, il registro di classe è un documento “posto in essere dal pubblico ufficiale nell’esercizio della sua pubblica attività e destinato a fornire prova di fatti giuridicamente rilevanti”.

I PRECEDENTI – Purtroppo non è la prima volta che uno studente pensa di poter rimediare ad assenze e note, eliminando le prove con il fuoco. La scuola italiana è costellata di questi episodi, finiti peraltro tutti male. Eccone una breve carrellata. Nel 2011 accadde a Palermo, nella scuola media statale “Sandro Pertini” dove docenti e personale scolastico trovarono addirittura il falò all’interno del cortile in cui nella notte erano stati accatastati registri, banchi ed altro materiale didattico. Nel febbraio 2012 iniziò invece il processo a due ragazze che nel 2007, allora 18enni, bruciarono in spiaggia il loro registro di classe trafugato nell’istituto Fellini di Rimini. Nel novembre del 2012, in un raid notturno vennero dati alle fiamme diversi registri della scuola media Pascoli di Aversa. Maxi rogo, invece, nel 2011 quando furono mandati in fumo ben 19 registri dell’istituto Preziotti di Fermo. Non solo danni e arresti, il gesto è anche altamente rischioso: nel ’92 una coppia di 16enni di Forlì riportò notevoli ustioni sul corpo perché, durante il rogo, oltre ai registri presero fuoco anche i vestiti.


Lorena Loiacono

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