
Il nuovo anno scolastico si apre con una novità che riguarda decine di migliaia di insegnanti: 41.901 nuovi docenti entreranno in ruolo entro settembre, un incremento del 30% rispetto allo scorso anno.
L’altra grande partita riguarda il sostegno, con 7.820 immissioni in ruolo e, soprattutto, la possibilità per le famiglie di chiedere la conferma di quasi 58.000 supplenti già in servizio. Una misura pensata per garantire continuità didattica agli alunni con disabilità, da sempre i più penalizzati dai cambi di cattedra.
Così, di fronte a uno scenario del genere, il ministro Valditara parla di “maggiore stabilità ed efficienza, per una scuola che mette al centro la persona dello studente”.
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Un salto di qualità nelle assunzioni
Il dato più evidente è la crescita delle immissioni in ruolo generali. Il 76,8% dei posti disponibili è stato coperto, a fronte del 47,6% dello scorso anno. Un progresso che si traduce in oltre 41mila insegnanti assunti, con una copertura dell’organico che raggiunge il 97,3% dei posti comuni.
Ridotti al minimo, quindi, i vuoti in cattedra. Cosa che, almeno in teoria, dovrebbe rendere più regolare l’avvio delle lezioni.
Il nodo del sostegno: tra assunzioni e supplenze
Rimane comunque complesso il capitolo del sostegno, storicamente il più fragile. Da un lato, 7.820 nuovi docenti di ruolo portano la copertura al 95,2% (contro l’89% dell’anno precedente). Dall’altro, il sistema continua a poggiare su una mole enorme di contratti a tempo determinato: circa 120.000 supplenze sui posti in deroga.
La vera novità sta, però, nella possibilità di mantenere lo stesso insegnante per l’alunno con disabilità, se richiesto dalle famiglie. Una misura che punta a ridurre i continui avvicendamenti che in passato hanno minato la qualità del percorso educativo.
La mini-call veloce e le criticità irrisolte
Nonostante i passi avanti, altre criticità non mancano. La “mini-call veloce” destinata ai docenti in prima fascia GPS ha coperto appena il 20% dei posti disponibili: su 7.287 cattedre di sostegno ne sono state assegnate solo 1.466. In particolare, alla primaria su 6.834 posti ne sono stati coperti poco più di mille, mentre all’infanzia 308 su 393.
Religione cattolica e supporto agli stranieri
Accanto alle assunzioni ordinarie, si registrano 6.022 nuovi ingressi per l’insegnamento della religione cattolica. Inoltre, un ruolo decisivo è stato giocato dai concorsi PNRR: lo scorrimento delle graduatorie, favorito dall’integrazione del 30% dei posti a bando prevista dal DL 45/2025, ha permesso una tenuta più solida sul posto comune.
Parallelamente, dal 1° settembre fanno il loro ingresso 1.000 docenti specializzati nell’insegnamento dell’italiano agli stranieri, con l’obiettivo di potenziare l’inclusione e contrastare la dispersione scolastica tra gli studenti di origine non italiana.
Dirigenti scolastici
Non solo docenti, però. Sul fronte della dirigenza scolastica sono arrivate 326 nuove immissioni in ruolo, che hanno ridotto le scuole in reggenza da 468 a 403.