Carla Ardizzone
Autore
studentessa a scuola

Se avete aperto TikTok o Instagram in questi giorni (che domande!), sarete stati travolti da un’ondata di nostalgia collettiva. Non siamo tornati indietro nel tempo, ma poco ci manca: l’hashtag #2016 è stato ufficialmente il primo grande trend virale di questo 2026.

Mentre i VIP come Selena Gomez e Billie Eilish hanno rispolverato scatti d'infanzia e foto sfocate, noi di Skuola.net non potevamo certo restare a guardare. Vi ricordate com’era la vita tra i banchi dieci anni fa? Spoiler: era un mondo completamente diverso, dove lo smartphone poteva restare sul banco (in alcuni casi!) e la "terza prova" era l'unico vero incubo dei maturandi. Che però avevano un alleato: la tesina (sì, come in terza media!).

Indice

  1. Il fascino di un mondo "meno filtrato" (nonostante i filtri)
  2. 2016 vs 2026: La scuola a confronto
    1. 1. La Maturità: dalla "Terza Prova" al colloquio con 4 materie
    2. 2. Smartphone in classe: il grande ribaltone
    3. 3. Dall’Alternanza (ASL) ai Percorsi FSL
    4. 4. Il tormentone Invalsi
    5. 5. Meno prove in terza media

Il fascino di un mondo "meno filtrato" (nonostante i filtri)

Nel 2016 Instagram lanciava le Stories per sfidare Snapchat e noi usavamo tutti il filtro Rio per sembrare più cool. Era un’epoca più leggera: si postava per gioco, senza l'ansia da prestazione dell'algoritmo o il timore di finire in un deepfake generato dall'IA. I social erano un diario, non un biglietto da visita.

Ma la vera differenza non era solo online: era in classe. Ecco come siamo cambiati in questo decennio di riforme, acronimi e rivoluzioni digitali.

2016 vs 2026: La scuola a confronto

Abbiamo messo a confronto i due mondi per capire se si stava davvero meglio quando si stava... nel 2016.

1. La Maturità: dalla "Terza Prova" al colloquio con 4 materie

  • Nel 2016: Lo spauracchio numero uno era la Terza Prova: un quizzone scritto su ben 5 materie diverse, deciso dalla commissione. Sembra un incubo, vero? Per fortuna c'era la tesina. Potevi scegliere un argomento che amavi, collegare le materie e "indirizzare" l'orale. All'epoca, però, la commissione poteva farti domande su tutto il programma di tutte le materie.
  • Oggi (2026): La Terza Prova è finita nel dimenticatoio, ma la vita non è diventata più semplice. Oggi il cuore dell'esame sono le due prove scritte, con l'incognita della doppia materia in seconda prova (tipo Matematica e Fisica insieme, per intenderci). L'orale è più circoscritto (4 materie), tesina addio, ma c'è un nuovo protagonista: il Curriculum dello Studente.

2. Smartphone in classe: il grande ribaltone

  • Nel 2016: C'era una parola magica: BYOD (Bring Your Own Device). Il Piano Nazionale Scuola Digitale spingeva i professori a farci usare il cellulare come un libro di testo interattivo. Certo, non si poteva stare su TikTok (che tra l'altro non esisteva ancora, c'era Musical.ly!), ma l'idea era che la tecnologia fosse nostra alleata. E in ricreazione? Potevi scrollare in santa pace senza rischiare il sequestro.
  • Oggi (2026): Il ribaltone è servito. Oggi lo smartphone è diventato il nemico numero uno della concentrazione. Il divieto è assoluto: non solo durante le lezioni, ma anche nei cambi d'ora e persino durante la ricreazione. Siamo tornati a una scuola "analogica" dove il display è bandito e la socialità deve passare solo per la voce. Un ritorno al passato che il trend #2016 ci sbatte in faccia con tutta la sua nostalgia.

3. Dall’Alternanza (ASL) ai Percorsi FSL

  • Nel 2016: Si chiamava ASL (Alternanza Scuola-Lavoro) ed era appena nata con la "Buona Scuola". Un incubo di ore: i ragazzi dei tecnici dovevano accumularne ben 400, quelli dei licei 200. Erano tantissime, ma c'era un vantaggio: per chi faceva la Maturità quell'anno, l'alternanza era quasi irrilevante ai fini dell'esame.

  • Oggi (2026): Il nome è cambiato in FSL (Formazione Scuola Lavoro). Le ore sono state praticamente dimezzate, rendendo tutto più gestibile, ma la pressione è salita. Perché? Semplice: oggi l'FSL è un requisito di ammissione obbligatorio e durante l'orale devi presentare una relazione o un progetto multimediale sull'esperienza fatta. Non puoi più scappare.

4. Il tormentone Invalsi

  • Nel 2016: Ci si metteva alla prova solo con Italiano e Matematica. Inoltre, le Prove Invalsi erano un pensiero che finiva in seconda superiore: chi arrivava alla Maturità non doveva più preoccuparsene.

  • Oggi (2026): Il quadro è più complesso. Si è aggiunta la prova di Inglese (divisa in Reading e Listening). Ma la vera rivoluzione è che i test sono sbarcati anche in quinta superiore: non farli significa non essere ammessi alla Maturità. Il risultato finisce dritto nel tuo Curriculum dello Studente!

5. Meno prove in terza media

  • Nel 2016: Alle medie c'erano ben 4 scritti d'esame oltre all'orale. Il "quizzone" Invalsi si faceva insieme alle altre prove e il voto faceva media a tutti gli effetti: un brutto risultato ai test nazionali poteva abbassare drasticamente il voto finale del diploma.
  • Oggi (2026): Le Prove Invalsi sono state scorporate dall'esame. Si svolgono in primavera e sono diventate un requisito di ammissione: per andare all'esame devi averle fatte, ma il risultato ottenuto non incide minimamente sul tuo voto finale. 
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