Vietato il cellulare a scuola: la tasca anti-smartphone li blocca tutti

Andrea Carlino
Di Andrea Carlino

"Nessun intento punitivo, ma pedagogico". Così l'istituto scientifico con indirizzo sportivo "San Benedetto" di Piacenza spiega la grande novità di inizio anno. L'istituto sarà la prima istituzione scuola "phone-free". La scuola piacentina è la prima, in Italia, a dotarsi di questa rivoluzionaria tecnologia già sperimentata con successo in tanti college americani. In Europa solo alcune scuole francesi e inglesi utilizzano questa tecnologia.

Segnale schermato

In Italia, dal 2007, vige la legge Fioroni che prevede, la proibizione all'uso, ma non della detenzione, in classe, del cellulare. Lo smartphone può essere consegnato al docente solo se lo studente viene sorpreso ad usarlo.
Con il progetto phone-free la situazione cambia. Il dispositivo, realizzato da un'azienda americana, prevede una semplicissima e funzionale custodia morbida in cui riporre il proprio cellulare, e richiede una base sbloccante per l’apertura, custodita dall’insegnante. Per tutto il tempo delle lezioni, ricreazione compresa, il cellulare resterà non solo sigillato, ma schermato, impedendone ogni funzionalità. Lo smarthphone resterà così vicino al proprietario ma non potrà essere utilizzato.

Fabrizio Bertamoni, preside del liceo San Benedetto, spiega all'Agi l'iniziativa: "Qualche ragazzo, forse sentirà un po' la mancanza del cellulare. Ma non ci sono state proteste o lamentele. Le lezioni sono state regolari. Vedremo in futuro. Questa non è una iniziativa punitiva ma ha una finalità pedagogica. Lo scopo è aiutare i ragazzi a socializzare maggiormente con l'ambiente circostante".

Successivamente la misura sarà prevista anche per i docenti. Dopo il primo quadrimestre sarà fatto il punto della situazione.


La tecnologia non è nemica della conoscenza

Sempre all'Agi, il ministro dell'Istruzione, Marco Bussetti, parla così dell'utilizzo del cellulare in classe: "La tecnologia può essere una valida alleata. E non va vista come un nemico. Molte scuole hanno già regolamenti interni in materia. Se il telefonino serve per scopi didattici e ce l'hanno tutti, perché no. Altrimenti stia spento. Valorizziamo l'autonomia delle scuole e rendiamo i curricoli più attuali".

La linea del ministro, dunque, sembra più morbida rispetto a quella imposta dalla Francia. Lo scorso 30 luglio l’Assemblea Nazionale francese ha approvato in via definitiva la nuova norma, che vieta negli istituti scolastici i telefoni cellulari o smartphone, dalla scuola d’infanzia e quella elementare fino a quella media. La misura, però, non vale per i ragazzi degli istituti superiori.

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