Stop supplenze? La parola agli studenti

Lorena Loiacono
Di Lorena Loiacono

ministro Giannini: eliminare le supplenze


"Le supplenze non fanno bene a nessuno, né a chi le fa né a chi le riceve": così ieri il ministro Giannini ha commentato il sistema delle supplenze che da decenni ormai porta avanti la scuola italiana, con tutti i suoi difetti. Le supplenze infatti non giovano ai docenti precari, che potrebbero entrare in pianta stabile nella scuola con le immissioni in ruolo visto che la scuola italiana ha bisogno di loro, né ai ragazzi che ogni anno assistono al valzer delle nomine, soprattutto all’avvio delle lezioni a settembre. E allora, in attesa dell’ufficialità del piano Renzi prevista per venerdì 29 agosto, tra una polemica sindacale e un plauso alle parole del ministro che ha annunciato di voler eliminare le supplenze avantaggio dell’organico funzionale, diamo voce agli studenti. A coloro che, più di tutti, toccano con mano ogni giorno i problemi della scuola.

L’INDAGINE - Quando il prof non c’è, gli studenti restano da soli. Questo è quanto è emerso dall’ indagine di Skuola.net su circa 1500 studenti tra gli 11 e i 19 anni: quando il prof di ruolo manca per qualche giorno, le classi sono spesso lasciate sole a sé stesse, e circa l’80% dei ragazzi non fa lezione, anche quando un altro docente presenzia in aula. Durante l’ora di buco, 1 studente su 3 dichiara che la classe rimane scoperta senza alcun tipo di sorveglianza. La situazione non migliora nel caso il prof manchi per più di 15 giorni: il 43% degli studenti sostiene che per settimane o mesi non ha avuto né docente né supplente, e una percentuale simile non ha iniziato regolarmente le lezioni a settembre. E la soluzione, anche per i presidi del l’Anp, potrebbe essere quella dell’organico funzionale. Secondo Mario Rusconi infatti, vicepresidente dell’Associazione Nazionale Presidi “i pochi fondi e la complicata burocrazia mettono in difficoltà le scuole in caso di assenza degli insegnanti, ma la soluzione sarebbe a portata di mano attraverso in cosiddetto organico funzionale”.

ORE DI BUCO: ANARCHIA IN CLASSE – Ma che cosa accade realmente in classe quando serve un supplente? Aule vuote, in balia degli studenti, o classi smistate in tutta la scuola per evitare che la situazione degeneri. In caso un prof manchi per pochi giorni, la scuola non può chiamare i supplenti temporanei, ma deve coprire l’assenza con i prof interni. Gli insegnanti di ruolo possono però, rifiutarsi, e inoltre non sempre le scuole hanno a disposizione i fondi per pagare queste ore extra. Così accade spesso, come denunciano il 35% degli studenti, che rimangano completamente da soli. “Un fatto grave - commenta Mario Rusconi - perché in queste situazioni, se un ragazzo si fa male si rischiano conseguenze penali”. Quello che è sicuro, è che se manca l’insegnante, nell’80% dei casi non si fa lezione: o perché la classe è lasciata scoperta, o perché , sebbene ci sia un supplente, questo lascia fare agli studenti quello che vogliono. Solo il 15% dei ragazzi fanno lezione in classe con un supplente regolare o con il professore di un’altra classe, mentre per 1 ragazzo su 10 la classe viene divisa.

NIENTE PROF E NIENTE SUPPLENTE - Più complicato se un professore manca per periodi lunghi: niente supplente per mesi o settimane intere per quasi la metà degli studenti intervistati. A settembre circa il 40% non ha trovato un prof dietro la cattedra e ha dovuto aspettare prima che le lezioni per quella materia iniziassero regolarmente. Insomma continuità didattica addio, se è vero, come dichiarano il 70% degli intervistati, che quest’anno hanno cambiato almeno un prof in quelle materie in cui invece doveva rimanere lo stesso docente.

LA SOLUZIONE E’ A PORTATA DI MANO - Secondo Mario Rusconi, una soluzione può essere “Assumere professori di ruolo in sovrannumero, in modo da dare ad una scuola o una rete di scuole la possibilità di attingere da questo organico. Questo per far fronte alle supplenze o per affiancare i prof di classi troppo affollate”. In sostanza, l’organico funzionale a cui potrebbe far ricorso anche il piano Renzi. Poi, rendere obbligatorio agli insegnanti interni di coprire le assenze temporanee dei colleghi. Questo eliminerebbe la lunga e difficile procedura che serve a richiedere una supplenza esterna, quella che copre le assenze di più di 15 giorni: “Si può effettuare solo tramite fonogramma o posta certificata, e spesso richiede tempi eccessivamente lunghi”- conclude Rusconi.

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