Francesco Bertoldi
Autore
Clessidra, sveglia e modulo di iscrizione a scuola

Le iscrizioni per l’anno scolastico 2026/27 si sono aperte il 13 gennaio 2026 alle ore 8:00 e si chiuderanno in modo definitivo sabato 14 febbraio 2026 alle ore 20:00. Dopo quell’orario, la piattaforma non consentirà più l’inoltro delle domande. 

La procedura è interamente digitale e passa dalla piattaforma ministeriale Unica, con un’unica eccezione: la scuola dell’infanzia, che mantiene la modalità cartacea. Per tutte le altre iscrizioni, il percorso è tracciato e non prevede scorciatoie.

Indice

  1. Iscrizioni 2026/27: finestra ufficiale e modalità di invio
  2. Domanda inviata: cosa succede dopo e come controllare lo stato
  3. Cosa rischiano i ritardatari dopo il 14 febbraio
  4. Errori e modifiche: come intervenire entro i termini

Iscrizioni 2026/27: finestra ufficiale e modalità di invio

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha fissato una finestra temporale precisa: dalle ore 8:00 del 13 gennaio alle ore 20:00 del 14 febbraio 2026. L’invio della domanda avviene esclusivamente tramite Unica, accessibile con un’identità digitale valida: SPID, CIE, CNS o eIDAS.

All’interno della piattaforma è necessario compilare le sezioni dedicate ai dati dello studente, ai dati della famiglia e alla scuola scelta, inserendo correttamente il codice meccanografico dell’istituto, reperibile su “Scuola in Chiaro”. 

Per le scuole superiori è possibile indicare una sola prima scelta e fino a due opzioni alternative, che diventano decisive nel caso in cui i posti disponibili non siano sufficienti.

Una volta inoltrata, la domanda viene registrata dal sistema e la famiglia riceve una ricevuta. Da quel momento si apre la fase di monitoraggio.

Domanda inviata: cosa succede dopo e come controllare lo stato

L’invio non equivale all’accettazione immediata. Le scuole esaminano le richieste solo dopo la chiusura delle iscrizioni, valutandole in base ai posti disponibili e ai criteri di precedenza stabiliti dal Consiglio di istituto, consultabili attraverso la documentazione pubblica dell’istituto.

Lo stato della domanda può cambiare nel tempo. Può risultare:

  • Inoltrata, in attesa di essere presa in carico;

  • Accettata, quando la scuola conferma l’iscrizione;

  • Smistata ad altra scuola, se i posti sono esauriti o non si rientra nei criteri;

  • Restituita alla famiglia, nel caso servano integrazioni o correzioni.

Gli aggiornamenti arrivano tramite email e sono sempre consultabili nell’area riservata di Unica. 

In caso di indisponibilità nella prima scuola, la procedura automatica inoltra la domanda alla seconda o alla terza opzione indicata. Se anche queste risultano sature, entra in gioco l’Ufficio Scolastico Regionale, che supporta la famiglia nell’individuazione di una collocazione.

Cosa rischiano i ritardatari dopo il 14 febbraio

La scadenza delle ore 20:00 del 14 febbraio 2026 è il punto oltre il quale la procedura ordinaria si chiude. Chi non ha inoltrato la domanda entro quel termine non potrà più farlo tramite il canale standard.

In questi casi sarà necessario rivolgersi agli Uffici Scolastici Regionali per trovare una soluzione. Il rischio concreto è quello di arrivare quando molti istituti hanno già esaurito i posti disponibili, soprattutto nei percorsi più richiesti. Le assegnazioni successive dipenderanno dalla disponibilità residua e dall’indirizzo prescelto.

Il ritardo, dunque, non comporta la perdita del diritto all’istruzione, ma può incidere sulla possibilità di accedere alla scuola desiderata.

Errori e modifiche: come intervenire entro i termini

Dopo l’inoltro, la domanda risulta bloccata. Se ci si accorge di un errore l’unica strada percorribile è contattare la scuola destinataria e chiedere la restituzione della domanda.

Solo dopo la restituzione sarà possibile correggere le informazioni e reinviare l’iscrizione. Questa operazione, però, deve avvenire entro il termine del 14 febbraio. Superata la scadenza, non è più possibile intervenire attraverso la procedura ordinaria.

 

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