Daniele Grassucci
Autore
studentessa studia

Stufo del vecchio (e spesso inefficace) paradigma del "leggi e ripeti"?

Tra social e passaparola tra studenti si sta facendo strada la tecnica del Blurting e sembra poggi le sue basi su solidi principi di psicologia cognitiva.

Il vantaggio del metodo sarebbe ottimizzare la memoria a lungo termine e riuscire a memorizzare grandi quantità di materiale, proprio come succede quando si prepara un esame universitario. Vediamo come funziona.

Il paradosso dello studio: perché rileggere non basta

Molti studenti trascorrono ore evidenziando testi e rileggendo appunti, convinti che la familiarità con la pagina scritta equivalga alla conoscenza. La scienza dice il contrario: la rilettura è un'attività passiva che stimola solo la memoria a breve termine.

Il Blurting ribalta questa dinamica spostando il focus dal mettere informazioni nel cervello al tirare fuori informazioni dal cervello. Questo processo è noto come Active Recall (richiamo attivo). Quando sforziamo la mente per recuperare un concetto senza guardare il libro, creiamo connessioni neurali più robuste e durature.

Il metodo del Blurting in 5 step

Perchè la tecnica di un "blurt" sia efficace e non diventi uno scarabocchio disordinato, devi passare da questi quattro step.

  1. Fase di Input (Focus Circoscritto): Si seleziona un argomento specifico e lo si studia intensamente per un tempo limitato (tecnica del micro-learning). L'obiettivo non è memorizzare, ma comprendere la struttura logica del contenuto.

  2. La Fase di Output (Il "Blurt"): Senza alcun supporto visivo, si riporta su carta tutto ciò che è rimasto impresso. Questa fase è cruciale: è qui che il cervello "scansiona" le proprie sinapsi alla ricerca di dati.

  3. Il Mapping del Gap (Analisi Differenziale): Utilizzando il libro di testo o gli appunti originali, si confronta il "blurt" con la realtà. Le informazioni mancanti o errate vengono inserite nel "blurt" con un colore diverso.

  4. Consolidamento Mirato: Invece di ristudiare tutto il capitolo, lo studente si focalizza esclusivamente sulle parti evidenziate (le lacune). Questo approccio ottimizza il carico cognitivo.

  5. Siediti e ricomincia: Ripetere il Blurting finchè non ti senti preparato

I vantaggi di studiare con il metodo del Blurting

Il Blurting è considerato superiore ai metodi tradizionali perché porta dei vantaggi obiettivi: innanzitutto, ti obbliga a monitorare il tuo livello di conoscenza in tempo reale. Sapere di non sapere qualcosa è il primo passo per impararlo davvero.

A seguire, il recupero forzato delle informazioni attiva i percorsi neuronali associati a quel ricordo, rendendo il recupero futuro più rapido e fluido.

Non solo: simulare continuamente il recupero delle informazioni riduce il rischio di "vuoti di memoria" durante le prove ufficiali, poiché il cervello è già abituato a lavorare sotto sforzo.

Certamente il Blurting non è un metodo "facile" perché richiede una dose di energia mentale superiore rispetto alla semplice lettura. Tuttavia, sembra che questa fatica iniziale porti a ottimi risultati e chi accetta la sfida del richiamo attivo ottenga voti migliori in meno tempo. 

Non ti resta che provare, magari mischiando la tecnica a quella del pomodoro per ottimizzare e scandire i tempi.

A cura della Redazione di Skuola.net Questo articolo è frutto del lavoro condiviso della redazione di Skuola.net (direttore Daniele Grassucci): un team di giornalisti, data analyst ed esperti del settore education che ogni giorno produce contenuti e approfondimenti originali, seleziona e verifica le notizie più rilevanti per studenti e famiglie, garantendo un'informazione gratuita, accurata e trasparente.
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