Edilizia e sicurezza, le scuole in tribunale

Lorena Loiacono
Di Lorena Loiacono

Dal Censis allarme amianto e edilizia scolastica

A colpi di carte che, dal Tar del Lazio, arrivano ora al vaglio del Consiglio di Stato. Va avanti anche così la battaglia sull’edilizia scolastica, che mette uno contro l’altro istituzioni e consumatori. Da un lato il Miur, alle prese da decenni con un’anagrafe incompiuta che contenga tutti i dati relativi ai singoli istituti, dall’altro Cittadinanzattiva che ogni anno presenta il suo report sulle condizioni di sicurezza delle scuole e che chiede di poter accedere ai dati ufficiali. Risale, va detto, al lontano 1996 la legge per la creazione di un'Anagrafe dell'Edilizia Scolastica: a distanza di anni, nel 2012, il ministero rese pubblici i dati raccolti sul 95,9% delle scuole. Si trattava quindi dei report di 9806 edifici su un totale di 10219. A conti fatti, quello che emerge è che solo una scuola su quattro è stata costruita dopo il 1980, il 44% è sorto tra il 1960 e il 1980, il 4% addirittura prima del 1900. Solo il 17% delle scuole possiede il certificato di prevenzioni incendi mentre il 60% quello di conformità dell'impianto elettrico. Poi lo stallo dell’indagine e ora la ripartenza, annunciata da viale Trastevere.

DAL MIUR: SI RIPARTE – “L’Anagrafe dell’edilizia scolastica si rimette ufficialmente in moto – ha annunciato il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca in una nota – il Miur è pronto per inviare alle Regioni l’anagrafica aggiornata delle scuole e i dati dell’anagrafe dell’edilizia scolastica disponibili ad oggi”. Si tratta del primo passo di un progetto del nuovo Sistema nazionale delle anagrafi dell’edilizia scolastica (Snaes) previsto da un “accordo siglato a febbraio in Conferenza Unificata. Lo Snaes prevede un nodo centrale, situato presso il Miur, e nodi regionali che saranno in rapporto fra loro per lo scambio di dati. Sono già pronti per il trasferimento di informazioni i ‘nodi’ di Toscana, Emilia Romagna, Umbria, Lombardia, Puglia e Veneto”. Ed entro l’anno sarà possibile avere un quadro completo della situazione: “il prossimo 1 dicembre ogni Regione dovrà restituire al nodo centrale la fotografia aggiornata della propria edilizia scolastica. Si avrà così, per la prima volta, un quadro completo che consentirà di individuare le priorità di intervento e di direzionare al meglio i fondi disponibili”.

CITTADINANZATTIVA TUONA – L’associazione, ottenuto dal Tar del Lazio il diritto ad accedere ai dati dell’anagrafe, insorge ora contro la decisione del Miur di ricorrere al Consiglio di Stato per annullare la sentenza. “A questa opposizione - spiega Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale della scuola di Cittadinanzattiva - si aggiunge il mancato completamento dell’Anagrafe che il sottosegretario Reggi aveva assicurato per il 1 luglio, nonché una scarsa chiarezza sulla lista degli interventi finanziati dal Governo Renzi per la messa in sicurezza e la sistemazione di circa 10 mila scuole”.

MIUR: DATI ACCESSIBILI SOLO QUANDO SARANNO COMPLETI - Cittadinanzattiva riporta anche le motivazioni addotte dal Miur: “L’accesso telematico ai dati della pubblica amministrazione dovrebbe essere consentito solo sulla base di un “apposito regolamento” ad oggi inesistente; si sottolinea, poi, come il Miur non sarebbe “titolare dei dati contenuti nell’anagrafe poiché gli stessi sono gestiti dai Comuni e dalle Province, intesi come proprietari e gestori degli edifici scolastici”; e che il processo di trasferimento dei dati tra Anagrafe Regionali e Anagrafe centrale "non risulta completato”. Infine, si afferma che a causa del mancato aggiornamento dei dati in possesso del Miur, risalente al 2009 e a causa del recente piano di razionalizzazione della rete scolastica, i dati oggi in possesso del Ministero porterebbero “all’opacizzazione dell’informazione e al disorientamento dei cittadini utenti, ai quali non gioverebbe l’esercizio di una facoltà di ottenere notizie non attuali, non aggiornate e in taluni casi non verificate”.

OBIETTIVI DEL GOVERNO RENZI… - Un mese fa, il 3 giugno scorso, i dati del Censis sulla disastrosa edilizia scolastica italiana scuotevano l’opinione pubblica denunciando importanti problemi strutturali in 3.600 edifici scolastici e l’incubo dell’amianto per 342.000 studenti: solo un edificio scolastico su 4, inoltre, ha meno di 35 anni. Immediata fu la replica dal Miur: “Il governo – ha spiegato il Sottosegretario di Stato all’istruzione, Roberto Reggi - conosce bene la situazione dell'edilizia scolastica. Proprio per questo abbiamo in programma già oltre 8.200 interventi da far partire nel 2014. Altri undicimila partiranno all'inizio del 2015. Con le opere previste solo quest'anno interesseremo circa un quarto delle scuole e quindi due milioni di studenti. C'è un forte cambio di passo rispetto al passato. A partire dal primo di luglio partiremo con 7.000 interventi. Entro il 2014 ne avvieremo almeno 8.200 e ne stiamo mettendo a punto altri 11.000 per l'inizio del 2015. Quello che rileva il Censis - sottolinea Reggi - è noto da tempo. Proprio per questo il governo ha fatto dell'edilizia scolastica una priorità e ha impostato questo programma di azioni che sono essenzialmente di tre tipologie. Faremo piccoli interventi di decoro e ripristino funzionale, come tinteggiature, ripristino funzionale di impianti idraulici ed elettrici, sistemazione di aree verdi, serramenti e vetri rotti. Questo grazie anche al Piano di reimpiego degli ex lavoratori socialmente utili che oggi si occupano delle pulizie. Saranno 4.293 i plessi interessati da questo tipo di manutenzione a partire dal primo luglio. Altri 8.000 plessi saranno interessati da interventi di questo tipo nel 2015 per un investimento totale sui due anni di 450 milioni di euro". In questa estate quindi dovrebbero partire 2.700 interventi di manutenzione straordinaria più rilevante, grazie alla riprogrammazione di risorse su graduatorie esistenti, per un investimento di 400 milioni di euro. "Infine, grazie allo sblocco del patto di stabilità - spiegava Reggi - si potranno fare, a partire da questa estate, altri 1.266 interventi di ristrutturazione o nuove costruzioni per un valore medio di un milione di euro ciascuno e un investimento complessivo che supererà il miliardo e duecento milioni. La nuova Anagrafe dell'edilizia scolastica che stiamo mettendo a punto ci consentirà poi di programmare le risorse previste dal fondo sviluppo e coesione 2014-20, riguardante gli interventi futuri, con sempre maggior adeguatezza e di gestire al meglio le priorità”. E la scuola resta in attesa.

Lorena Loiacono

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