La scuola del futuro? Niente voti, zero compiti e zaini aboliti

Andrea Carlino
Di Andrea Carlino

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Chi non ha mai immaginato una scuola senza compiti, cartella e voti, dove l'apprendimento è un'attività svolta senza "l'ansia da prestazione"? Non è detto che sia un sogno irrealizzabile. Perché, in una certa misura, questa scuola esiste già o, meglio, ci sarà molto presto. Nascerà, infatti, a Torino una scuola sperimentale dove non sarà richiesto di portare la cartella, né di svolgere compiti e non ci saranno neppure i voti. L'obiettivo dell'istituto è chiaro sin dal nome: si chiamerà "La Scuola Possibile", un istituto privato che per ora verrà aperto solo ai bambini delle elementari, con l'idea però di avviare una sezione di scuola media entro tre anni.

Poche lezioni, lunghe pause e momenti dedicati alla socialità

Questa 'scuola dei sogni' aprirà a settembre e ospiterà al massimo 15-18 bambini, in modo da riservare a ognuno di loro un'attenzione particolare. Gli insegnamenti - come ha anticipato l'edizione di Torino de "La Repubblica" - saranno suddivisi in cinque aree: alfabetizzazione, immagine, scienza, suono e movimento. Si entrerà a scuola alle 8 e si uscirà alle 17, ma si faranno solo tre moduli di lezione da 80 minuti con lunghe pause per mangiare e giocare. Più che una scuola, dunque, sembra un paradiso dove i bambini saranno autonomi e maggiormente responsabilizzati: si crederà maggiormente nella loro intelligenza e potranno realizzare le loro attività nel modo più libero possibile. La retta da 7mila euro all'anno è l'unico elemento in grado di spegnere i facili entusiasmi, ma ci saranno diverse borse di studio messe a disposizione dagli sponsor del progetto (come Kappa e Lavazza) che hanno voluto scommettere.

Gli esami diventano 'progetti'

Il profitto, nella mente degli ideatori, non dovrà più essere la ragione fondamentale che spingerà gli alunni a studiare. Prendere un bel voto per poi magari avere un premio dai genitori, con la valutazione che funziona come generatore di competizione e valorizzazione: non è questa la strada scelta da "La scuola possibile". L'obiettivo, semmai, sarà trasformare gli esami in 'progetti', momenti di verifica attiva. Il celebre maestro (e scrittore) Mario Lodi voleva "una scuola senza pagelle e con tante cordiali chiacchiere con i genitori perché, alla fine, invece di una bella pagella, si abbia un bel ragazzo, cioè un ragazzo libero, sincero, migliore comunque”. Presto questa sua visione del futuro potrebbe prendere forma concreta.

Niente compiti e più tempo per stare con i genitori

Stesso discorso per i compiti a casa. Molte volte le famiglie sono 'costrette' a stare dietro i figli per seguirli nel ripasso delle materie e nello svolgimento degli esercizi assegnati dai prof. Togliere questo tassello dai programmi didattici equivarrebbe a riconsegnare quelle ore nelle mani dei genitori; un tempo prezioso per stare assieme ai figli e stabilire un legame ancora più forte.

Alunni protagonisti attivi dell'apprendimento

Bello - ma complicato, soprattutto alle superiori - sarebbe togliere del tutto la competizione, la tensione verso il risultato e far tornare ai bambini il piacere di apprendere, di stare bene con gli altri. Quasi una battaglia di civiltà se pensiamo a una scuola più di responsabilità dove gli alunni sono protagonisti del loro apprendimento e scoprono nel tempo inclinazioni e punti deboli. Chissà se questa scuola, tra rette salate e progetti ambiziosi, non possa fare da incubatore per una nuova idea di formazione. Già, andare a scuola senza l'ansia di fare i compiti il pomeriggio o di portare un buon voto in una materia, potrebbe dare allo studente nuovi stimoli. Essere più interessati alla persona che al risultato che produce sarebbe una nuova sfida anche per i professori.

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