Vietato...ecco i divieti più assurdi a scuola

Lorena Loiacono
Di Lorena Loiacono

divieti assurdi a scuola

DIVIETO DI FATA TURCHINA TRA I BANCHI - E’ di ieri la notizia della giovane dai capelli cobalto che, inspiegabilmente, non ha raccolto è stata espulsa da un istituto paritario di suore salesiane dei sacri cuori, a Barletta. Le suore non hanno gradito il colore bluastro dei capelli della studentessa e non l’hanno ammessa alle lezioni. Lei, di tutta risposta ai divieti nella scuola, ha presentato denuncia ai carabinieri e si sta preparando da sola per la maturità. E la chioma da fata turchina? Resta salda al suo posto. Ma il caso di Barletta non è certo l’unico in cui una scuola interviene a gamba tesa sul look degli studenti, più o meno appropriato da tenere in classe, dettando moda.

Guarda il video della presentazione del divieto assoluto di fumo a scuola, del ministro Beatrice Lorenzin

fonte Tg Parlamento, Rai Uno

divieti assurdi a scuola

NO ALLA CRESTA, NO AI PIERCING - Non solo moda, i presidi cercano di fare tendenza anche sulle acconciature dei loro studenti. Il divieto questa volta arriva da Quartu, in provincia di Cagliari, dove il preside di un liceo Artistico ha vietato ai ragazzi look troppo estroversi. Che significa estroversi? Vuol dire che i ragazzi per andare a lezione dovranno togliere anellini o brillantini dal naso, dalle labbra o da qualunque altro posto lo abbiano messo. Sempre se in bella mostra. Vietatissimi anche i capelli «a punta», quelli sparati in verticale e sostenuti da una massiccia dose di trattamenti per capelli. Ecco, la cresta alla El Shaarawy, meglio riservarla per il sabato sera.

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ALLUNGA LA MINIGONNA – Niente da fare, shorts paints e minigonne non vanno d’accordo con prof e presidi tanto che, questi ultimi, più volte hanno provato a metterle al bando. Troppo osè, il look da spiaggia non sembra essere il più appropriato secondo i dirigenti scolastici. Fra tutti, in una circolare, la preside dell’Istituto Alberghiero Vespucci di Milano nel 2012 mise nero su bianco il divieto di indossare “mini e micro gonne”, “pantaloni corti o canottiere” e “consimili”, perché la scuola “non è né una palestra di aerobica né un lido marino” e l’abbigliamento dev’essere consono. A scuola, secondo la preside, bisogna andare vestiti come si andrebbe “a un colloquio di lavoro cui venga richiesta bella presenza, buona educazione, capacità di relazionarsi e comunicare”.

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NIENTE BACI - Baci e abbracci vietati, così come qualunque altro tipo di effusione. Per una questione di “buon costume” vecchia maniera? No, affatto. Per una mera questione sanitaria. Il divieto dell’allora preside Mario Rusconi del liceo Newton di Roma arrivò con una circolare in pieno caos per l’influenza suina. Era il 2009, quando il contagio del virus H1N1 teneva banco decisamente molto più di una lezione di matematica o fisica. E allora, nell’incertezza sugli effettivi rischi del contagio, meglio evitare contatti di qualunque natura.

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SPUTA LA GOMMA – Educazione e compostezza, anche all’istituto professionale per il commercio e il turismo di Sanremo, dove il preside non solo ha vietato gli abiti `sconvenienti´, come pantaloni con gli strappi e scollature eccessive, ma ha anche bandito le gomme americane. Vietato quindi ruminare in classe, la gomma americana è meglio gettarla prima di entrare. In un cestino ovviamente.

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DIVIETO DI CAFFE’ – Non solo la sigaretta, in alcune scuole è vietato addirittura bere il caffè. O, meglio, per essere più precisi è vietato preparare il caffè. E questa volta il divieto è rivolto al personale scolastico che, impropriamente, potrebbe usare fornelli a gas o elettrici non propriamente a norma. Il divieto per le scuole sta nel fatto che il rischio per la sicurezza c’è e allora, come accade all’Isis di Quarto, la presidenza comunica che “per tutelare la sicurezza del personale è fatto divieto di preparare il caffè all’interno della scuola e di utilizzare fornelletti ad alimentazione elettrica o a gas. L’inosservanza del presente divieto sarà oggetto di sanzione disciplinare”. Un eccesso di zelo? Non proprio. Il 12 settembre scorso, infatti, è divampato un incendio al policlinico Umberto I per colpa di una macchinetta del caffè lasciata sul fuoco nella saletta del personale vicino alle sale operatorie. Panico e danni, con 4 mezzi dei vigili del fuoco accorsi sul posto. Tutto per una tazzina di caffè. E allora meglio evitare, in pausa si va direttamente al bar.

DIVIETO DI FUMO - A scuola, è bene ricordarlo, è vietato fumare in tutti i locali. Compresi quelli all'aperto. Il divieto è in vigore dal settembre del 2013 ma non tutti sembrano tenerlo a mente. Un sondaggio di Skuola.net rivela infatti come il divieto sia spesso dimenticato e le sanzioni non vengono effettuate. Per 7 ragazzi su 10 nelle scuole si fuma.

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19 dicembre 2018 ore 14:00

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