Il contributo non va in vacanza, primini nel mirino

Il contributo non va in vacanza, nel mirino i primini

In una recente intervista il ministro Giannini ha annunciato "non si chiederanno più soldi per la carta igienica", riferendosi all'aumento del fondo di funzionamento alle scuole previsto dalla Buona Scuola che, secondo i piani del Miur, dovrebbe porre fine alla richiesta continua del contributo scolastico. Ma non tutto sta andando nel verso giusto: sono sempre più numerose infatti le segnalazioni al portale Skuola.net di famiglie a cui viene chiesto il contributo come condizione per l'iscrizione al primo anno di superiori. Ecco di cosa si tratta.

Guarda la puntata di "L'aria che tira" su La7 sui contributi scolastici


BENVENUTI ALLA SCUOLA SUPERIORE – I ragazzi di terza media che hanno appena concluso l’esame di Stato hanno effettuato l’iscrizione online alle superiori già da questo inverno. Alcuni di questi istituti, tuttavia, non hanno perso tempo a inviare alle famiglie lettere, e-mail e avvisi per invitarle a “completare l’iscrizione” al primo anno. Tra la documentazione richiesta, c’è anche la ricevuta del pagamento del contributo “volontario”, considerato in realtà come obbligatorio perché lo studente venga accolto dalla scuola. Oltretutto, i tempi entro cui si dovrebbe versare la somma sono piuttosto ristretti. Come scrive a Skuola.net uno dei genitori interessati, alle prese con una scuola di Milano: “Mio figlio frequenterà a settembre il primo anno di liceo, e ci chiedono a titolo di contributo volontario, la quota fissa di 156 euro comprensiva di 7 euro per l’assicurazione […]. Tenete conto che il pagamento andrà effettuato entro sabato 04 luglio”. Tuttavia, prosegue la segnalazione, il contributo richiesto non appare per nulla volontario: “il contributo volontario non è una tassa né un imposta ma riveste esclusivamente carattere di volontarietà e gratuità. Pertanto deve configurarsi come una donazione. Invece dalla lettera si evince tutt’altro che una gratuità.”

Il contributo non va in vacanza, nel mirino i primini

MA QUANTO COSTA ISCRIVERSI A SCUOLA? – Scuola gratuita? Macché. Si può arrivare a spendere a più di 150 euro per iscriversi al primo anno di scuola superiore. Se l’istituto Milanese chiede 156 euro, una scuola di Bracciano invita via mail di pagare un contributo “volontario”, ma di fatto obbligatorio, di 100 euro per il completamento dell’iscrizione. Non avendolo fatto, la famiglia interessata ha ricevuto una seconda mail di sollecito: “Nell’imminenza della conclusione degli esami di Stato conclusivi di primo ciclo” – si legge nell’avviso –“si sollecitano cortesemente i genitori degli iscritti al primo anno a regolarizzare l’iscrizione presso la segreteria didattica entro il giorno 10 luglio con le modalità riportate nel precedente avviso (consegna diploma o certificato sostitutivo e ricevuta versamento di 100 euro a titolo di contributo alle spese della scuola)”.

Il contributo non va in vacanza, nel mirino i primini

IL CONCETTO DI VOLONTARIETA’ – Come più volte ricordato dal ministero dell’Istruzione, “i versamenti in questione sono assolutamente volontari, anche in ossequio al principio di obbligatorietà e gratuità dell’istruzione inferiore” (Circolare Stellacci, Marzo 2012). Tuttavia il carattere volontario del pagamento di contributi alla scuola viene spesso ignorato e, altre volte, per lo meno frainteso. E’ quello che succede presso un istituto di Tortona. Una famiglia segnala a Skuola.net di aver ricevuto il solito avviso di perfezionamento dell’iscrizione in cui si richiede la ricevuta di pagamento del contributo scolastico, senza tuttavia che ne sia specificato l’importo (come invece di solito succede). Tuttavia, in una nota a fondo pagina l’avviso specifica che la somma minima da pagare corrisponde a 60 euro, determinata dal consiglio di Istituto. Dove sta la “volontarietà”? Semplice, nel pagare qualcosa di più: “Naturalmente” – si legge sulla nota – “oltre che su tale essenziale contributo economico, l’istituto conta sempre sulla costante attenzione e sensibilità dei genitori”. E se all’ultimo momento si decide di cambiare scuola? “Lo studente potrà richiedere un rimborso del 50% solo nel caso di richiesta di trasferimento presentata entro il mese di dicembre 2015; oltre tale data non sarà concesso alcun rimborso”.

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Carla Ardizzone

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