Non paghi il contributo? Ti mando l’esattore

Serena Rosticci
Di Serena Rosticci

ancora minacce nel caso di mancato pagamento dei contributi scolastici. A Brescia, una scuola ha minacciato di mandare dalle famiglie il recupero crediti

Anche quest’anno Skuola.net ha combattuto la sua battaglia contro le truffe sui contributi scolastici. Una battaglia che è stato possibile vincere solo grazie alle vostre segnalazioni e alle vostre denunce. Infatti, anche stavolta, purtroppo, sono arrivate da parte di diverse scuole richieste di contributi scolastici accompagnate dalle solite non troppo velate minacce nel caso di mancato pagamento.

SE NON PAGHI TI MANDO L’ESATTORE - Alla fantasia dei dirigenti scolastici non esiste purtroppo limite. Capita quindi che una famiglia che, complice la crisi, decida di non pagare il contributo scolastico volontario e che per questo potrebbe ritrovarsi alla porta l’esattore del recupero crediti. Accade, o meglio viene minacciato, all’I.I.S. Mariano Fortuny di Brescia, dove uno studente che non ha versato il contributo volontario di 170 euro ha ricevuto una lettera che in cui si legge: “Vi intimiamo il pagamento della suddetta cifra entro 7 giorni dal ricevimento della presente […] In caso di mancato tempestivo adempimento, si procederà a termini di legge per il recupero coatto della somma dovuta, degli interessi, e della rivalutazione monetaria intervenuta, fatto comunque salvo il diritto della scrivente di adire le autorità competenti per ottenere il ristoro dei danni subiti e subendi e delle spese comunque sostenute”.

MA QUALE ESATTORE! IL CONTRIBUTO È VOLONTARIO! - In realtà è la famiglia che in questo caso può rivolgersi alle autorità competenti. Infatti, il Ministero ha più volte chiarito che il contributo scolastico è volontario. Lo riporta anche una circolare del 2012 di Lucrezia Stellacci, oggi capo dipartimento del Miur: “In primo luogo non pare superfluo precisare che i versamenti di cui all’oggetto devono essere totalmente volontari”.

DOVE NON ARRIVA IL MIUR, ARRIVANO I MEDIA - Purtroppo non è la prima volta che si sentono casi come quello della scuola di Brescia in questione. Ma proprio per questo, Skuola.net non si è mai arresa ed ha portato diversi casi all’attenzione dei media. Per esempio, proprio lo scorso anno, in questo periodo Skuola.net denunciò il caso del Fazzini Mercantini (AP), dove si minacciava, tra le righe ma non troppo, di bocciare per cattiva condotta quelli che non erano in regola col pagamento del contributo. La circolare che nel Febbraio 2012 ricordava che “la mancata presentazione entro il detto termine del 20.02.2012 di quanto sopra richiesto sarà considerata un’infrazione disciplinare a tutti gli effetti, con ripercussioni sulla valutazione del comportamento e quindi, sulla media dei voti e sull’ammissione alla classe successiva”, ora sul sito della scuola è rimpiazzata da un modulo per richiedere i rimborsi del contributo.

MA LE FAMIGLIE NON LO SANNO… - Ma sono oltre un centinaio anche quest’anno le segnalazioni giunte delle famiglie, che lamentano non solo l'omissione della natura volontaria del contributo, ma anche l’indicazione che senza il pagamento del contributo la domanda di iscrizione non può essere accettata. Così molti, per evitare problemi ai propri figli, decidono di pagare senza batter ciglio con buona pace del principio di gratuità della scuola.

BOCCIATO? PAGHI DI PIÙ! - Le cifre in alcuni casi non sono contenute. Si arriva anche a punte di 300 euro, per esempio all’IPSAR Tor Carbone di Roma. Anche quest’anno in questo istituto c’è poi una singolare doppia tariffazione: 240 euro per tutti, che diventano 300 euro per i ripetenti.

SCUOLE SENZA 1 EURO - In passato i fondi per il funzionamento erano ridotti ai minimi storici, e questo di fatto costringeva le scuole a chiedere aiuto alle famiglie per sostenere la spesa corrente. Oggi invece la situazione sta migliorando: dai 40 milioni da spartirsi per circa 10.000 scuole nel 2010 siamo passati agli attuali 200, con ulteriore incremento a 240 nel 2013. Certo le scuole non sono ancora ricche da un punto di vista patrimoniale e la richiesta di un contributo per sostenere i bilanci può essere lecita. Tuttavia è da condannare il tentativo di truffa che si perpetra spacciando il contributo, che è volontario come una tassa, cioè un emolumento obbligatorio. Ricordiamo infatti che le famiglie sono solo tenute a rimborsare alla scuola le spese vive, come ad esempio quelle per assicurazioni integrative, libretti giustificazioni e gite scolastiche.

L’INTERVENTO DEL MIUR - In questo contesto il Ministero della Pubblica Istruzione si è dimostrato attento e sensibile sul tema, accogliendo già in passato un dossier di segnalazioni prodotto da Skuola.net. A seguito di tale iniziativa, nell’Aprile 2011, il capo dipartimento Giovanni Biondi inviava una missiva ai direttori di ben 13 uffici scolastici regionali, per avviare le verifiche poiché “dal suddetto dossier si evince come in molte scuole sia diffusa la pratica di chiedere il pagamento di contributi, pena la mancata iscrizione degli studenti stessi e di quanto sia deficitaria la comunicazione alle famiglie circa le destinazione dei contributi stessi".

Problemi con i contributi scolastici? Segnalalo a Skuola.net!

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