
Ha preso 100/100 alla Maturità 2025, non è mai stato bocciato, ha concluso le superiori a 19 anni. Eppure, per lo Stato, non ha diritto alla Carta del Merito. Il motivo? È nato nel dicembre 2005.
La storia, raccontata su Reddit, sta facendo discutere perché mette a nudo una contraddizione nel requisito anagrafico del bonus da 500 euro destinato agli studenti eccellenti.
Indice
Come funziona la Carta del Merito
La Carta del Merito vale 500 euro ed è un premio destinato a chi ottiene 100 o 100 e lode all’Esame di Stato, a prescindere dall’ISEE. Non conta il reddito, conta esclusivamente il risultato scolastico.
I requisiti, però, sono stringenti. Per accedere al bonus bisogna:
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aver conseguito il diploma nel 2025;
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aver ottenuto 100 o 100 e lode;
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aver concluso le superiori entro il compimento dei 19 anni.
La domanda si presenta online, tramite SPID o CIE, con controlli automatici incrociando anagrafe e titolo di studio. Le richieste per il 2026 si aprono il 31 gennaio e si chiudono il 30 giugno, con utilizzo dei fondi fino al 31 dicembre 2026.
Il punto critico è proprio la formula “non oltre l’anno di compimento del diciannovesimo anno di età”. Ed è qui che nasce il problema.
“Ho preso 100 ma non rientro nei requisiti”: il racconto dello studente
La vicenda parte dai dati del percorso: 100/100 alla Maturità 2025, nessuna bocciatura, percorso regolare. Eppure, al momento di accedere al portale con SPID per riscattare la Carta del Merito, compare il messaggio che gela tutto: non rispetta il limite di età.
Lo studente spiega di essere “del dicembre 2005” e di aver “fatto un anno in più di asilo”. Si è diplomato a diciannove anni, come migliaia di altri ragazzi. Quando prova a sbloccare il bonus, però, il sistema lo esclude. Scrive di aver contattato l’assistenza e di aver ricevuto una risposta lapidaria: “Siamo spiacenti, ma i nati nel 2005 non possono più richiedere la Carta del Merito”.
Il punto che solleva è tecnico ma tutt’altro che marginale. Sul sito si parla di diploma conseguito “non oltre l’anno di compimento del diciannovesimo anno di età”. Lui i 19 anni li ha compiuti nel dicembre 2024, mentre frequentava ancora la quinta. E infatti si chiede: “Come mi sarei potuto maturare entro il 2024?”.
Il cortocircuito sta qui. Dal punto di vista amministrativo, l’anno di compimento dei 19 è il 2024. Dal punto di vista scolastico, la Maturità si sostiene nell’estate 2025. Tra norma e calendario reale delle scuole si apre una crepa che, nel suo caso, vale 500 euro di bonus negato.
Tra ironia e amarezza: quando il “merito” diventa un dettaglio anagrafico
Nei commenti, il tono oscilla tra sarcasmo e rassegnazione. C’è chi liquida la questione con una battuta tagliente: “A quanto pare non dovevi fare un anno extra di asilo”.
Un’osservazione che, in realtà, centra il paradosso: quell’anno in più all’infanzia lo ha fatto risultare, a livello anagrafico, come se avesse “perso” tempo nel percorso, pur non essendo mai stato bocciato.
Lo esplicita un altro utente: avendo iniziato un anno dopo, “ti sei diplomato un anno dopo come se fossi stato bocciato”. Di fatto, l’effetto è identico: il sistema legge il dato cronologico, non la storia scolastica. E il voto massimo diventa irrilevante.
Qualcuno racconta di aver vissuto “la stessa situazione però nel 2024”, allegando un consiglio disincantato: “Lascia perdere e rinuncia”. È la fotografia di una frustrazione diffusa, che si condensa in un’altra battuta più amara: “Giusto per far capire quanto è del merito ’sta carta”.
Sul fondo resta un’idea che ritorna più volte, sintetizzata in tre parole: “Benvenuto in Italia”.