Baby squillo: nuovi casi tra rabbia e aspirazioni

Margherita Paolini
Di Margherita Paolini

baby squillo a sedici anni: nuovo caso a Roma

Avrebbe dovuto essere solo una brutta parentesi quella delle due baby prostitute dei Parioli dello scorso autunno. E invece è arrivata la notizia di un nuovo caso dai contorni non ancora ben definiti, ma già abbastanza allarmanti. Non si conosce il nome della giovane 16enne caduta nella morsa dello sfruttatore 50enne di Capena, Glauco Guidotti, al momento l’unico del giro identificato e finito in carcere. La ragazza, secondo quanto emerso dalle prime dichiarazioni ai magistrati, si prostituiva principalmente per rabbia contro la propria famiglia.

IL SOGNO DI MODELLA E L’INCUBO DELLA PROSTITUZIONE

- La 16enne di Roma nord era stata attirata dal sogno di diventare una stella della moda. Guidotti, infatti, dopo il licenziamento, aveva deciso di risollevarsi spacciandosi per manager di giovani modelle, ma gestendo di fatto un giro di prostituzione e forse anche spaccio di droga. Così dal sogno di calcare passerelle e diventare un volto noto della tv, la ragazza si è ritrovata, grazie anche alla mediazione di un’amica maggiorenne già facente parte del giro, i rivestire i panni di baby squillo. Sono bastate poche foto osé postate, secondo precise istruzioni del proprio adescatore, sul sito bakecaincontri.com per ritrovarsi tra le braccia di clienti facoltosi, dirigenti d’azienda, “gente che conta” come avrebbe dichiarato la giovane agli investigatori.

PROSTITUTA PER RABBIA

- Ma la storia della baby squillo romana si distingue dalle altre perché la giovane più che essere animata da sogni di gloria e laute mance, pare abbia imboccato questa pericolosissima strada per ribellarsi ai genitori e sfogare un sentimento di rabbia contro la sua famiglia. La liceale romana, infatti, sembra non avesse una facile situazione alle spalle. Un “no” da parte dei genitori, un litigio insopportabile, la presenza degli assistenti sociali, potrebbe aver indotto la 16enne a sfogare quel malessere accumulato nella maniera più sbagliata possibile. Ciò che è apparso certo dalle sue dichiarazioni è che non si prostituiva per soldi.

LA DENUNCIA DELLA MAMMA

- Ad accorgersi per prima che qualcosa nella ragazza non andava è stata l’assistente sociale che la seguiva. Lo spuntare dei problemi a scuola, l’intensificarsi di quelli nelle relazioni con i suoi familiari, e soprattutto anche la disponibilità inspiegabile di denaro nelle tasche della giovane, hanno acceso la lampadina d’allarme. Così è arrivata la denuncia della mamma durante la scorsa estate e la testimonianza della studentessa, prima di Natale, a confermare i dubbi fondati dell’assistente. Ora gli inquirenti indagano ulteriormente per scovare altre possibili vittime del giro di prostituzione minorile e i nomi dei clienti.
E tu cosa pensi di questa storia? Nella tua scuola o nel tuo giro di amici sai di casi di baby squillo?

Margherita Paolini

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