Alternanza scuola-lavoro, quasi tutti hanno completato le ore

Marcello G.
Di Marcello G.

La scuola trema: nella prossima Legge di Bilancio, infatti, potrebbe essere contenuto un sostanzioso taglio ai fondi per l’istruzione. Si parla di circa 100 milioni di euro in meno d’investimento. Sul banco degli imputati c’è soprattutto l’alternanza scuola-lavoro. Secondo le indiscrezioni circolate, circa la metà del risparmio dovrebbe venire proprio dalla sforbiciata a uno dei caposaldi della legge 107/2015 (la cosiddetta Buona Scuola). In termini pratici, la riforma dell’alternanza dovrebbe tradursi in una drastica riduzione delle ore previste dal curriculum dei vari indirizzi scolastici: attualmente sono 200 ore nei licei e 400 ore degli istituti tecnici e professionali (da svolgere nell’ultimo triennio), dal 2019-2020 diventerebbero 80-90 nei licei, 150 nei tecnici e 180 nei professionali. Ma alla base del provvedimento, non sembrerebbe esserci una impossibilità da parte delle scuole a raggiungere il monte ore richiesto.

Quasi tutti finiscono le ore di alternanza

La quota di quanti riescono a completare il percorso è decisamente alta, almeno stando ai dati dell’Osservatorio di Skuola.net sull’alternanza scuola-lavoro, elaborato alla fine dell’anno scolastico 2017/2018. Quasi tutti i 3mila maturandi intervistati, nell’ultimo triennio delle superiori avevano svolto almeno il 75% delle ore di alternanza previste per il proprio indirizzo (150 nei licei, 300 nei tecnici/professionali), quota minima per la validità del progetto: negli istituti tecnici circa 8 studenti su 10, nei licei addirittura il 90%. Numeri decisamente buoni. Inoltre, se ci dovessimo mantenere nei parametri che starebbe per indicare il ministero dell’Istruzione, i timori sarebbero ulteriormente ingiustificati. Nei licei, ad esempio, meno di 1 su 10 è rimasto sotto le 100 ore totali; nei tecnici/professionali ancora meno (solo il 5% non ha superato le 150 ore).


Per terminare lo stage si toglie tempo allo studio

Per questi studenti, però, gli ultimi mesi di scuola sono stati un incubo. Se da una parte l’alternanza non era un requisito d’esame, dall’altra le scuole hanno cercato di terminare le ore curricolari. Per cui il 75% dei ragazzi ha dichiarato di aver dovuto sottrarre del tempo alla preparazione dell’esame pur di arrivare ad una quota accettabile. C’è da dire che i maturandi 2018 sono stati i primi ai quali la Buona Scuola ha imposto l’alternanza. I loro colleghi degli anni successivi, ovvero del terzo e del quarto anno al tempo della rilevazione (maggio 2018), hanno trovato un sistema decisamente più organizzato. Per cui il 62% (nei licei) e il 46% (nei tecnici/professionali) avrebbe già superato il nuovo monte ore minimo previsto dal Governo.

La qualità dei progetti è l’aspetto più deludente

Il problema, semmai, è di qualità. Sempre secondo l’indagine di Skuola.net, ben 4 studenti su 10 si sono detti insoddisfatti della propria esperienza di alternanza scuola lavoro. E appena 1 su 4 l’ha giudicata utile ai fini dell’ingresso nel mondo del lavoro. Mentre solo il 44% l’ha trovata pienamente coerente con gli studi o gli interessi personali. Per onestà va detto che, nel documento di economia e finanza, si parla espressamente della riduzione delle ore per trasformare l’alternanza in un’opportunità (e non più in un obbligo), spingendo le scuole e le aziende a individuare “percorsi di qualità, rispondenti a standard di sicurezza elevati e coerenti con il percorso di apprendimento dello studente interessato”.
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21 novembre 2018 ore 15:00

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