Scuole superiori: tasse scolastiche, addio!

Andrea Carlino
Di Andrea Carlino

salvadanaio

Il Ministero dell'Istruzione ha da poco presentato i decreti legislativi per le deleghe previste dalla Legge 107/2015, conosciuta come Buona Scuola. Si è tanto discusso della maturità e della sua riforma a partire dal 2018. Altre novità che riguardano gli studenti sono inseriti all'interno dell'atto n.381 che riguarda il diritto allo studio. Lo scopo di tali misure è quello di portare nel più breve tempo possibile la riduzione della dispersione scolastica.

Niente più tasse in terza, quarta e quinta superiore

Il decreto (in esame alle commissioni di Camera e Senato) ribadisce l’esonero per gli alunni di terza già previsto dal decreto legislativo n. 226 del 2005 e aggiunge tale esenzione alle classi quarte previste per l’anno scolastico 2018/2019 e l’anno seguente per le quinte classi. I costi saranno coperti dai fondi istituiti dalla Legge 107/2015, che vedrà una spesa totale di 30 milioni di euro, suddivisi in 10,4 milioni per il 2018 e 29,7 milioni nel 2019.

Gli investimenti

Nello specifico il Miur dovrebbe sborsare l’onere complessivo dell’esenzione per 492.047 alunni di IV e 454.590 di V per le tasse di iscrizione (6,04 euro), di frequenza annuale (15,13 euro), d’esame (12,09 euro) e di diploma (16,13 euro).
Previste ulteriori agevolazioni sui libri di testo e i sussidi digitali con una spinta per la diffusione del comodato d’uso gratuito alle medie e alle superiori stipulando specifiche convenzioni in accordo con gli enti locali. Il provvedimento prevede, inoltre, l’istituzione di una Conferenza Nazionale. Una novità assoluta che consentirà una governance più partecipata: al tavolo ci saranno Associazioni dei genitori e degli studenti, Consulte provinciali degli studenti, il Miur, ma anche Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Regioni, Comuni.

Borse di studio

A partire al 2017 sono previsti 10 milioni di euro per l’erogazione di borse di studio a favore degli studenti iscritti agli ultimi due anni delle istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado, per l’acquisto di libri di testo, per la mobilità e il trasporto, per l’accesso a beni e servizi di natura culturale. Il Miur stabilirà ogni anno i criteri per il riparto delle risorse.
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