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La verdesca e lo storione


La verdesca è uno squali che può superare i 7-8 metri di lunghezza. Il dorso presenta colorazione blu; il ventre invece è biancastro. Grazie al corpo slanciato e forte, la verdesca in immersione raggiunge una velocità considerevole, riuscendo facilmente a inseguire e a catturare le prede: altri pesci, cetacei, ecc. Divora quanto può incontrare: carogne, carne avariata, scarti di cucina buttati in mare danne navi. Non è raro il caso che, avvicinandosi alla costa, questo predone aggredisca anche uomini, specialmente nuotatori subacquei. Come tutti gli squali, la verdesca ha lo scheletro cartilagineo, ha la pelle zigrinata ed è priva di vescica natatoria. A differenza degli altri pesci che in generale sono ovipari, la verdesca è un animale viviparo. Nei nostri mari la femmina partorisce in maggio-giugno una trentina di piccoli. Altri squali, oltre alla verdesca, sono:lo squalo-tigre, il pesce martello, il pescecane, ecc.
Lo storione è un pesce con il corpo allungato e fusiforme, coperto di grandi placche ossee. Misura in media due metri di lunghezza e pesa 30-40 chili. Ha la bocca aperta sul lato inferiore del muso, come quella degli squali: essa, però, è priva di denti, è protrattile e porta 4 barbigli. A differenza dello squalo, inoltre, lo storione ha lo scheletro in parte cartilagineo e in parte osseo. Si nutre si piccoli animali che vivono sul fondo melmoso dei mari, dei laghi e dei fiumi. E' un pesce migratore. In aprile-giugno lascia il mare e risale i fiumi per la deposizione delle uova: il numero delle uova che una femmina depone può arrivare a circa due milioni. I piccoli rimangono nei fiumi per 1-2 anni e poi scendono al mare dove restano una decina di anni, cioè fino all'età della riproduzione. Lo storione è molto ricercato per la bontà delle carni e per le sue uova che servono a preparare il caviale. Un altro prodotto fornito da questo pesce è la colla di pesce o ittiocolla che serve tra l'altro per chiarificare il vino e la birra. Lo storione è il tipico ospite del Danubio e del Volga, anche se qualche esemplare viene pescato nel Po, nell'Adige o nel Tevere. Attualmente il loro numero è in diminuzione a causa dell'inquinamento dei fiumi.
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