Scambio gassoso nei polmoni

L’aria atmosferica attraverso le vie respiratorie penetra nell’interno degli alveoli polmonari, le cui sottilissime pareti sono percorse da una fitta rete di capillari sanguigni.
L’aria atmosferica che entra nei polmoni su 100 parti contiene: il 79% di azoto, il 21% di ossigeno e lo 0,04% di anidride carbonica. L’aria espirata invece contiene: il 79% d’azoto, il 16,4% d’ossigeno e il 4% d’anidride carbonica, con notevoli quantità di vapore acqueo.
È facile pertanto rilevare che il volume dell’azoto rimane invariato, mentre quello dell’ossigeno diminuisce del 4,6% e quello dell’anidride carbonica aumenta di 100 volte. Questo significa che negli alveoli polmonari il sangue si arricchisce d’ossigeno e cede anidride carbonica e vapore acqueo, prodotti di rifiuto dei tessuti.
Succede, insomma, che l’ossigeno inspirato attraversa la parete degli alveoli polmonari e dei capillari sanguigni, combinandosi, cioè unendosi, all’emoglobina dei globuli rossi del sangue e formando l’ossiemoglobina. Viceversa, l’anidride carbonica che è disciolta in abbondanza nel sangue venoso, passa nell’interno degli alveoli polmonari per essere poi espulsa durante l’espirazione. In tal modo il sangue venoso diventa arterioso.

Nelle sottilissime pareti degli alveoli polmonari avviene quindi lo scambio gassoso tra il sangue e l’aria.

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