Riflessione dei suoni
È sperimentalmente provato che le sensazioni acustiche nel cervello umano rimangono per circa 1/10 di secondo. Se pertanto due o più suoni (per esempio, due o più note musicali) giungono al nostro orecchio con un intervallo di tempo minore di 1/10 di secondo, il cervello non li percepisce distinti l’uno dall’altro.
Quando le onde sonore incontrano un ostacolo riflettente (per es. la parete di una montagna, di una casa, ecc.) rimbalzano come una palla. In tal caso, se la distanza tra la sorgente sonora e l’ostacolo è di almeno 17 metri, (cioè 34 metri tra andata e ritorno), il suono (che ha la velocità di 340 m/sec) in 1/10 di secondo può ritornare all’orecchio ed essere percepito distintamente. È questo l’eco, fenomeno dovuto alla riflessione dei suoni.
A seconda che la distanza dell’ostacolo riflettente è di 17 metri, 34 metri, ecc. Si ha l’eco monosillaba, bisillaba, ecc. Talvolta, quando vi sono più pareti che riflettono il suono, si verifica l’eco multipla. Nel cortile della villa Simonetta, presso Milano, un colpo di fucile si sente ripetere più di venti volte.
Se, invece, l’ostacolo si trova a una distanza inferiore a 17 metri, il suono riflesso si sovrappone a quello in partenza e si produce il rimbombo, fenomeno che sovente si verifica in saloni completamente vuoti. Nelle stanze arredate, i mobili, le tende, i letti, ecc. attenuano molto il rimbombo a causa di riflessioni multiple e disordinate, e assorbono in parte i suoni.
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