Moltiplicazione delle cellule


Le cellule di tutti gli esseri viventi, sia animali che vegetali, raggiunto il loro completo sviluppo, si moltiplicano: è questa la loro funzione vitale più importante. In tal modo gli esseri unicellulari generano altri esseri unicellulari; mentre gli organismi pluricellulari provvedono all’accrescimento del loro corpo.
La moltiplicazione delle cellule può avvenire in due modi: per divisione diretta e per divisione indiretta.
La divisione diretta è il processo più semplice di moltiplicazione cellulare. Talvolta (es. ameba) il nucleo della cellula si allunga strozzandosi nel mezzo; contemporaneamente il citoplasma si divide formando due cellule figlie. Altre volte, invece (es. saccaromiceti) il nucleo migra verso la periferia della cellula dove si forma una piccola gemma che poi si distacca divenendo una cellula figlia.
La divisione indiretta è il processo moltiplicativo seguito da tutte le cellule che costituiscono gli organismi pluricellulari, l’uomo compreso.
La divisione indiretta (o mitosi) avviene più lentamente di quella diretta; si dice indiretta perché dapprima si divide il nucleo e poi il citoplasma. In essa il nucleo subisce complesse modificazioni che si svolgono in fasi successive. Una fase interessante è quella in cui la cromatina assume l’aspetto di un filamento raggomitolato che poi si frammenta in segmenti, chiamati cromosomi, i quali sono riuniti in coppie.
L’importanza di tali cromosomi è fondamentale per gli esseri viventi. Infatti il numero dei cromosomi è sempre definito e costante per ogni specie, sia animale che vegetale. Per esempio, nelle cellule del corpo umano sono 46 (= 23 coppie), nella rana sono 26 (= 13 coppie), nel gallo sono 12 (= 6 coppie), nell’ape sono 32 (= 16 coppie), ecc.
È superfluo precisare che i due cromosomi di ogni coppia sono uguali tra loro.
Altra fase molto interessante nella divisione indiretta è quella in cui ogni cromosoma si divide longitudinalmente in due, cosicché il numero dei cromosomi si raddoppia. Questo sdoppiamento consente ai due nuclei-figli di avere un numero di cromosomi uguale a quello della cellula madre. Così in tutte le cellule del corpo si mantiene immutato il numero iniziale di cromosomi proprio di ciascuna specie animale o vegetale.
N.B. Le cellule germinali o gameti, cioè quelle prodotte dalle ghiandole sessuali, hanno il numero dei cromosomi ridotto a metà.
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